Il “Capitano Ultimo” ha querelato Matteo Renzi

di Alessandro Parodi
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Il colonnello Sergio De Caprio, il militare che catturò Totò Riina, ha deciso di denunciare l’ex presidente del Consiglio per alcuni passaggi del suo nuovo libro, in cui Renzi scrive di essere stato «oggetto di una campagna di aggressione da parte di elementi delle istituzioni»

Il colonnello Sergio De Caprio, noto alle cronache come "Capitano Ultimo", ha querelato l'ex premier Matteo Renzi. Il carabiniere che catturò Totò Riina non ha gradito alcune affermazioni riportate nel libro Un'altra strada del senatore di Pontassieve. a proposito del caso Consip e dell'attività dell'ufficiale all'interno dei servizi segreti. Nel 2015 De Caprio e 23 suoi sottoposti entrarono a far parte dell'Aise, l'agenzia informazioni e sicurezza esterna. Due anni dopo vennero allontanati. Renzi lascia intendere che furono trasferiti perché avevano manipolato le prove contro di lui sul caso Consip. Per l'ex premier ciò sarebbe dimostrato dal fatto che il "Capitano Ultimo" riceveva informazioni trasmesse via email da un suo ex collaboratore, il capitano Scafarto, che indagava sulla Consip e su vari personaggi del mondo renziano, incluso Tiziano Renzi.  I passaggi di Un'altra strada che hanno portato De Caprio a querelare Renzi potrebbero essere questi:

Quel che è certo è che Ultimo viene coinvolto nella struttura dell’intelligence non da solo, ma insieme a un corposo nucleo di collaboratori, provenienti dall’arma dei carabinieri, che, unico caso nella storia dell’intelligence italiana, verranno espulsi dai servizi e rimandati indietro quando si scoprirà che hanno lavorato insieme a elementi dell’Arma i quali, secondo i magistrati, stavano manipolando le prove contro di me. 

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E ancora:

In tutta questa dinamica mio padre (ovviamente estraneo a tutti i movimenti appena descritti) viene coinvolto per due anni, con le aperture dei quotidiani e dei Tg per giorni interi, in ragione di un presunto traffico di influenze – ipotesi di reato invero non chiarissima. Sarà la stessa procura a chiederne l’archiviazione. Ma se la verità processuale sarà scritta nelle aule dei tribunali, va sottolineato con forza che si pone un enorme tema di natura istituzionale. Il presidente del Consiglio dei ministri, comunque si chiami, non può essere oggetto di una campagna di aggressione da parte di elementi delle istituzioni.

De Caprio ha deciso di querelare l'ex presidente del Consiglio: «Leggo che Matteo Renzi nel libro Un'altra strada paventa ancora di fantomatici complotti e di azioni eversive contro di lui da parte del Capitano Ultimo – scrive il colonnello dei carabinieri parlando di sé in terza persona – e di pochi carabinieri che lavoravano all'Aise. Di Renzi non me ne sono occupato prima e non me ne occupo ora. Non ho mai attribuito ad altri le cause dei miei fallimenti personali e professionali. Ho dato mandato al mio avvocato di agire nelle sedi competenti contro le persone che mi attribuiscono cose che non ho mai detto e azioni che non ho mai compiuto».