Quanta politica c’è nella rissa dell’altra notte tra laziali e tifosi del Siviglia

di Sara Menafra

Le indagini sul raid dell’altra notte a Roma puntano sull’inimicizia – anche politica – tra due tifoserie storiche. L’ultima sfida ad agosto aveva al centro la presenza di donne in curva

Una vera e propria caccia all’uomo, quella scatenata l’altra notte da un gruppo di tifosi della Lazio che a tarda sera si sono scontrati con gli ultras del Siviglia arrivati a Roma per assistere alla partita del 14 febbraio, valevole per i sedicesimi di finale dell'Europa League. Il bilancio è stato di cinque feriti, uno dei quali in codice rosso per ben due coltellate, e un fascicolo aperto in procura per lesioni aggravate dall’uso delle armi.

Quanta politica c'è nella rissa dell'altra notte tra laziali e tifosi del Siviglia foto 1

La curva del Biris Norte

Il tifo e la politica

Se l'indagine sugli autori materiali dei fatti sta facendo il suo corso rapidamente, anche grazie alle telecamere di sicurezza dei locali teatro dei raid acquisiti dalla Digos di Roma, c'è un altro aspetto sui cui si concentrano gli investigatori. In una logica che fuori dai cancelli degli stadi pochi capirebbero, questi scontri hanno una connotazione fortemente politica. La curva del Siviglia, Biris Norte, è tra le più «di sinistra» fra le tifoserie europee, assieme a quella del Marsiglia. Entrambi i gruppi sono nemici giurati degli Irriducibili laziali, di fatto al momento l’unico gruppo organizzato della curva Nord, da sempre con toni fortemente di destra (l’ultimo caso che ha fatto discutere è stato quello degli adesivi con l’immagine di Anna Frank) e, conseguentemente, il gruppo su cui, in queste prime ore, si stanno focalizzando le indagini.

Quanta politica c'è nella rissa dell'altra notte tra laziali e tifosi del Siviglia foto 2

La curva degli Irriducibili (foto del 2000)

Le donne in curva

Anche da lontano, le due tifoserie non hanno mai smesso di lanciarsi segnali di guerra. L’ultima volta è capitato quest’agosto, quando gli Irriducibili hanno diffuso nella curva un volantino in cui “ordinavano” alle donne di stare lontane dalle prime dieci file, dedicate esclusivamente agli uomini: «La Nord è un luogo sacro, nelle prime dieci file non ammettiamo donne, chi sceglie lo stadio come alternativa ad una gita a Villa Borghese vada in altri settori», si leggeva nel volantino firmato dal “direttivo Diabolik Pluto”

L’eco della notizia arriva anche a Siviglia e la tifoseria Biris Norte la settimana successiva chiedono alle donne di mettersi in prima fila: «A tutte le donne che popolano El Gol Norte: vi chiediamo, domenica, di rendere la nostra curva l’opposto della disgustosa Curva Nord del Lazio, e un esempio per tutte le tribune di calcio. Nella Gol Norte, gruppo attivamente antifascista di Siviglia, voi donne mettetevi dove volete: prima fila, ultima fila, posti laterali, o dovunque si voglia, ma questa volta vogliamo che vi uniate tutte nelle prime file, quelle che a Roma sono riservate per le teste vuote laziali», diceva il volantino di invito.

L'agguato a Roma

I tifosi laziali hanno probabilmente preso nota e, come accade ormai da tempo, alla vigilia dell'appuntamento romano hanno aspettato i rivali non all’interno dello stadio e neppure nelle vicinanze, ma nei pub più noti per ospitare la diretta delle partite e, per di più, il giorno prima del match. Digos e procura sono certi di aver identificato alcuni volti dalle telecamere di sorveglianza. Quel che è certo è anche il bilancio delle sfide laziali in Champions: sia con i tifosi del Francoforte a Roma, sia con quelli del Marsiglia in Francia, sono volate botte e coltellate.