Annullato l’incontro «Perché non sono più lesbica», revocata la sala a Nausica Della Valle

Cancellato l’incontro all’Università di Biella con l’inviata di «Quinta Colonna» che sostiene di essere guarita da Dio dall’omosessualità . L’Arcigay: «Dall’omosessualità non si può guarire perché l’omosessualità non è una malattia» 

Il direttore della Città Studi di Biella, Pier Ettore Pellerey, a seguito delle polemiche suscitate dall'evento e su invito dell'Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, ha revocato la sala dove si sarebbe dovuto tenere l'incontro con Nausica Della Valle «Perché non sono più lesbica». L'evento, organizzato dal gruppo Cristiani uniti per salvare Biella e previsto per il 2 marzo, non si terrà dunque nell'università della città.

Il convegno risulta infatti essere «in contrasto con i principi educativi che Città Studi tenta di diffondere e sostenere, tra cui quelli di tolleranza e accettazione dell’altro», spiega in una nota l’Università di Biella. Anche l'Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia è intervenuta sulla questione, sollecitando l'ateneo a cancellare l'evento: «Riteniamo che simili idee contribuiscano allo stigma e al pregiudizio nei confronti delle persone LGBT+ (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) e che, oltretutto, si posizionino in contrasto con tutta la letteratura scientifica», si legge in un post su Facebook.

Abbiamo contattato telefonicamente e poi per iscritto la Città Studi di Biella, in qualità di associazione LGBT+ sul…

Pubblicato da Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia su Mercoledì 20 febbraio 2019

«Affermare che l'omosessualità possa essere curata o che l'orientamento sessuale di una persona si debba modificare – come recentemente dichiarato dal vicepresidente Unione Giuristi Cattolici Italiani – è una informazione scientificamente priva di fondamento e portatrice di un pericoloso sostegno al pregiudizio sociale ancora così fortemente radicato nella nostra società come dimostrano, purtroppo, i sempre più diffusi fatti di cronaca», continua il post. «Dall'omosessualità non si può guarire perché l'omosessualità non è una malattia».