Prima giornata del reddito di cittadinanza, più di 40 mila le domande presentate

di Alessandro Parodi

Il ministro del Lavoro esulta per i numeri della prima giornata in cui era possibile richiedere il sostegno al reddito. «Smentite bufale che parlavano di code chilometriche». Poi ricorda che la gestione sarà a cura delle Regioni 

Luigi Di Maio festeggia quello che per il Movimento 5 Stelle è un giorno storico. Oggi infatti era la prima giornata in cui era possibile richiedere il reddito i cittadinanza. Il vicepremier ha annunciato che i richiedenti sono stati – secondo il dato diffuso da Poste alle 14 – 29 mila mentre in 6 mila hanno utilizzato la piattaforma online. Nel frattempo è arrivato il dato definitivo fornito dal ministero del Lavoro: agli sportelli sono state presentate 35.653 domande, 8.492 online. Le prime tre regioni per numero di richieste sono state Campania, Lombardia e Sicilia. 

Ringraziando poi per la loro professionalità «tutti quelli che da oggi hanno iniziato a prestare questo servizio ai cittadini», Di Maio ha ironizzato sulle «bufale diffuse ad arte tempo fa che parlavano di code chilometriche: oggi più che mai si conferma che è falso». Il vicepremier si è soffermato sui volti delle persone che hanno richiesto il reddito di cittadinanza: «persone normali, padri di famiglia, mamma single con figli, cinquantenni rimasti soli, giovani neolaureati. Persone che fino a oggi erano rimaste invisibili». 

Per il ministro del Lavoro «l'impoverimento degli ultimi dieci anni non è stato casuale, ma provocato da una classe dirigente che ha pensato innanzitutto a sé stessa e non alla comunità su cui aveva responsabilità . Questo rapporto adesso si inverte». «Ci sarà – prosegue Di Maio - tutta una macchina di migliaia di persone che sarà gestita ovviamente dalle Regioni, che mi auguro e sono certo sapranno anche loro tendere la mano e fornire un contributo fondamentale per un obiettivo nobile: trovare un lavoro dignitoso per questi cittadini».

Prima giornata del reddito di cittadinanza, più di 40 mila le domande presentate foto 1

Di Maio sceglie l'ormai tradizionale strumento della diretta video di Facebook. Anche se l'illusione è quella della diretta, si tratta di un video registrato come si può capire da diversi "stacchi". Visto il tono e l'impostazione è possibile supporre che il vicepremier stia leggendo su un gobbo. Il risultato è, al di là del contenuto, non molto empatico.

Sul contenuto invece, oltre all'usuale per i 5 Stelle riferimento alle colpe de «governi precedenti», è rivelatore il riferimento alla responsabilità delle Regioni nella gestione della macchina del reddito. Ad essere maliziosi si potrebbe pensare che Di Maio metta le mani avanti in caso di problemi e il movimento abbia già pronto, fin dal primo giorno, un eventuale capro espiatorio: cioè le regioni di cui, neppure una, è amministrata dal Movimento.