Russia beffa gli Stati Uniti: la finta telefonata di due comici all’inviato Usa in Venezuela, e lui ci casca

di OPEN

Vladimir Kuznetsov e Alexei Stolyarov hanno telefonato a Elliott Abrams fingendosi Ueli Mauer, presidente della Confederazione elvetica e ministro delle finanze

«Buongiorno, abbiamo individuato numerosi conti riconducibili al regime Maduro nella banche svizzere. Che facciamo?», inizia così la telefonata tra colui che dovrebbe essere Ueli Mauer, presidente della Confederazione elvetica e ministro delle finanze ed Elliott Abrams, inviato Usa per il Venezuela. Abrams risponde pronto: «Congelate tutto». Dall’altro capo della cornetta però non c’è nessuna autorità elvetica, ma due comici russi che si sono presi gioco del diplomatico statunitense con una finta telefonata, lunga più di 20 minuti. Abrams sembra abboccare alla burla.

A chiamare Elliott Abrams – da Mosca e non dalla Svizzera – sarebbero stati Vladimir Kuznetsov e Alexei Stolyarov che poi hanno pubblicato la conversazione sul canale YouTube. A parte la questione dei conti da congelare, i due (anzi i tre), affrontano via telefono anche altre questioni governative delicate: liste di persone bloccate, Abrams promette di mettere in contatto il finto Maurer con l’«ambasciatore» di Guaidò, Carlos Vecchio, che avrebbe addirittura poi contattato i due comici via mail.

I due comici sono così convincenti che a un certo punto l’agenzia Bloomberg News pubblica la notizia che ci sono milioni di dollari in Svizzera gestiti da Maduro e cita anche il Nurlan Baidilda Ltd, il nome del fondo inventato da Kuznetsov e Stolyarov. Notizia poi smentita.

Il Dipartimento di Stato Usa, contattato da RSI, non ha smentito la notizia della telefonata burla, restando vago: «Siamo ben consapevoli in generale, e in questo caso siamo a conoscenza, delle strategie della propaganda della Russia. La politica degli Stati Uniti non è cambiata: sostiene la democrazia in Venezuela, riconoscendo che l’Assemblea Nazionale – di cui Juan Guaidò è presidente – è l’unica parte democraticamente eletta del Governo». Intanto Sputinik, l’agenzia-megafono di Mosca, ha diffuso in cinque lingue la telefonata-burla.

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