Botta e risposta tra Salvini e Di Maio: «Col buon senso nessun rischio di crisi». «Ma il buon senso vuol dire scegliere»

di Redazione

«Non è che ci sia da aprire una crisi, la crisi è già aperta», ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza, Stefano Buffagni. Non si è fatta attendere la risposta di Matteo Salvini: «Nessuna crisi di governo e nessuna nostalgia del passato». Di Maio: «Il governo e la sua tenuta sono una cosa seria»

«Cosa sta succedendo è chiaro: non è che ci sia da aprire una crisi, la crisi è già aperta. Finalmente. I giornali nei giorni scorsi ne avevano scritto, noi dicevamo che non ne sapevamo niente. Adesso un po' di difficoltà c'è, lo diciamo apertamente». Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza, Stefano Buffagni, parlando alla presentazione del libro Il sentiero stretto di Piercarlo Padoan e Dino Pesole. 

L'attacco di Buffagni a Salvini

Per Buffagni la colpa della crisi è da attribuire a Matteo Salvini perché, secondo il sottosegretario, è lui a mettere «in dubbio il contratto». «È Salvini che sta facendo la sua scelta. Non vuole mettere al centro il contratto, qui si mette in discussione il contratto di governo», ha detto il sottosegretario ai giornalisti.

La replica di Salvini

Salvini però ha smentito l'esistenza di una crisi di governo. «Nessuna crisi e nessuna nostalgia del passato, lavoriamo per unire e per dare lavoro, sviluppo e futuro all’Italia. Col buonsenso si risolve tutto», ha detto il ministro dell'Interno.

La risposta di Di Maio

Non si è fatta attendere la risposta di Luigi Di Maio: «Il governo e la sua tenuta sono una cosa seria, stiamo parlando del Paese. Io voglio solo che si rispetti il contratto e non si faccia cadere il governo, questo è buon senso: pensare che c'è ancora molto da fare». 

Come si è visto molte volte, gli uomini più rappresentativi del M5S, e Buffagni è sicuramente uno di questi, non parlano in ordine sparso, e comunque mai fuori dalla linea tracciata da Di Maio. Se due ore prima dei tg principali Buffagni fa un'uscita così clamorosa è per rendere chiara la situazione, e con essa l'indisponibilità del Movimento a mettere una pezza di comodo allo strappo che si è prodotto su un tema fortemente identitario per i 5 stelle.