Nicola Legrottaglie, relatore al congresso sulla famiglia di Verona: «La donna non vede l’ora di fare quello per cui è stata creata»

L’ex calciatore di serie A è stato inviato al convegno pro-famiglia. Dopo lo scontro al governo e le polemiche per i contenuti dell’evento, l’ex difensore ha raccontato a Open i motivi della sua partecipazione

Ci saranno proprio tutti al Congresso mondiale pro famiglia di Verona. Dal vicepremier Matteo Salvini al ministro della Famiglia Lorenzo Fontana. Tante le figure note e meno note che parleranno al 13° World Congress of families. La lista dei relatori ha già provocato molte polemiche.

Associazioni anti-abortiste, anti-lgbt e a favore di una società patriarcale, come Dimitrij Smirnov, il prete ortodosso che ha attaccato la «propaganda che ha spinto la donna fuori casa instillando in lei pensieri nocivi». Ma, tra preti, professori e politici appare anche il nome di un calciatore quello di Nicola Legrottaglie. Già, l'ex difensore della Juventus sarà tra i relatori della conferenza.

Perchè hai deciso di partecipare al congresso di Verona?

«Sono stato invitato per portare la mia testimonianza, vorrebbero che raccontassi la mia storia, i valori e i principi in cui credo. Ritengo siano di grande benificio per la mia vita e credo che la famiglia sia il fulcro della società: se funziona, allora funziona anche la società. È molto importante parlare di famiglia, di come deve essere strutturata. Credo in un ordine e non nell'anarchia, in un ordine preciso. Andrà ad esprimere la mia opinione senza giudicare gli altri».

Cosa ne pensi dell'affermazione di uno dei relatori che ha definito chi pratica l'aborto un cannibale e critica l'uguaglianza tra uomo e donna?

«Ognuno ha la libertà di pensiero e di parola. Oggi in effetti tutti possono dire quello che vogliono. Non significa però che chi va a condividere la sua storia accetti queste posizioni. Io non sono d'accordo con queste parole. Sulla questione uomo e donna ho sempre creduto che siano uguali, quello di cui parliamo è un Dio buono, un Dio di misericordia e non di condanna, ma allo stesso tempo crediamo in un Dio di ordine. Dio non discrimina la donna. ma potrebbero esserci dei ruoli diversi. La donna è stata fatta in maniera stupenda ma non è uguale all'uomo, hanno emozioni e sentimenti diversi, diverse abilità nel fare delle cose. Oggi se si dice che la donna ha un ruolo diverso si viene accusati di maschilismo».

Qual è quindi per te il ruolo della donna?

«Nel momento in cui l'uomo non fa quello che deve fare la donna si assume delle responsabilità che sono eccezionali. Il senso della famiglia oggi è un po'sballato, ma nel momento in cui l'uomo torna a prendersi delle responsabilità, allora la donna non vede l'ora di fare quello per cui è stata creata».

Ovvero?

«L'uomo è più istintivo, e la donna diversa, ma non parlo di dignità e di intelligenza o di spessore interiore, parlo di struttura. Dio ama la donna così tanto da non farle fare quello che per lei può risultare più faticoso. È ovvio che la donna sia più portata a prendersi cura dei figli, è nella sua indole. Se volesse avere una carriera, potrebbe fare entrambe le cose. Però dovremmo chiedere a lei se la carriera è veramente quello che vuole, capire quali sono le sue motivazioni, l'importante è che lei sia felice. Bisognerebbe poi capire se generalmente la donna preferisca stare a casa nel fare la mamma, accudire i figli, o fare carriera. Non vedo il problema. L'importante è accordarsi prima del matrimonio, se lo fai prima eviterai di avere problemi dopo. Se l'uomo si prende le sue responsabilità sia nella famiglia che nella società, la donna può essergli di supporto in alcuni casi. Ci sono delle donne capaci, a volte anche più capaci degli uomini, in alcuni ambienti. Non bisogna estremizzare néda una parte nè dall'altra».

Cosa ne pensa delle manifestazioni che si terranno contro il congresso delle famiglie? E di chi ha definito questo evento "medioevale" e "retrogrado"?

«La politica avrà sempre da ridire su quello che fanno gli altri. L'Italia ha tanti problemi. Se qualcuno attacca la manifestazione di un altro secondo me non sta bene, vuol dire che non è convinto delle sue idee. Se credo in qualcosa non mi sto a preoccupare di quello che fanno gli altri. Se si parla di rispetto perché mi devi dare del retrogrado? Tu devi avere rispetto come io sto avendo rispetto nell'ascoltare quello che stai dicendo e che non condivido. Perché devo avere paura di dire che per me la famiglia è uomo e donna? Perché ogni volta che dico quello che credo devo stare attento a non offendere chi pensa che la famiglia debba essere uomo e uomo. Esistono diverse opinioni ma siamo qui per esprimerle e confrontarci. Deve esserci massima libertà, e questo rappresenta l'amore. Non capisco questo attrito, nel confronto e nell'apertura si possono trovare delle sinergie dove anche gli altri possono essere più liberi di ascoltare. Per questi motivi vado al convegno della famiglia, non condivido quello che dicono gli altri e sicuramente non credo che Dio dica che dobbiamo eliminare dalla faccia della terra delle persone».