Orban chiede scusa: aveva chiamato «utili idioti» quelli del Ppe

«Era una citazione di Lenin», dice il primo ministro ungherese in una lettera inviata a tutti e 13 le forze che compongono il Partito Popolare europeo

Alla fine si è scusato, dopo averli definiti «utili idioti». Era questa la definizione che il premier ungherese Viktor Orban aveva riservato agli altri partiti membri del Partito popolare europeo, «rei» dal suo punto di vista di avere chiesto l’espulsione di Fidesz, il partito conservatore ungherese di cui lo stesso Orban è presidente. A riferire delle scuse infine giunte è l’agenzia di stampa tedesca, la Dpa. Orban ha inviato una lettera in cui si afferma, testuali parole: «Intendo esprimere le mie scuse, se vi sentite personalmente attaccati per la mia citazione». 

La lettera è indirizzata a tutti i 13 partiti del Ppe che avevano chiesto l’espulsione del partito ungherese Fidesz. Orban afferma di ritenere sbagliato «se differenze debbano essere risolte attraverso l’esclusione di un partito dal Ppe». Quindi, scrive il primo ministro dell’Ungheria, «io qui chiedo rispettosamente di ripensare la proposta di esclusione». Ma perché parla di citazione? Orban spiega che quella degli «utili idioti» – espressione che aveva in un’intervista rilasciata al domenicale della Welt – è una citazione di Lenin, che lui ha ha utilizzato per criticare un certo tipo di politica, «non determinati politici».

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