Dom, il movimento sloveno ispirato alla Lega di Matteo Salvini

Sono nati a febbraio ma vogliono già candidarsi alle elezioni di maggio. Si ispirano all’ungherese Orban e sognano una “primavera europea” guidata dal vice-premier italiano 

I primi tweet sono dell'11 marzo e – in assenza di un sito web di riferimento – sostituiscono il manifesto del nuovo movimento sloveno Dom, ovvero Lega Patriottica, un chiaro riferimento – dicono – alla Lega di Matteo Salvini. Un manifesto al negativo, nel senso che racconta tutto ciò che il movimento non vorrebbe e che non è: «Immigrazione illegale, globalismo, l'intrusiva agenda LGBT+, le catastrofiche politiche della Commissione europea». Uno strano modo di parlare del suo principale partner economico (circa il 70% delle importazioni ed esportazioni della Slovenia provengono da altri Paesi Ue), soprattutto visto il fatto che la Slovenia riceve circa 100 milioni di euro in più dall'Ue di quanto non contribuisca al suo budget. 

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Ma un modo di parlare che è di casa (anche elettoralmente) nei Paesi del blocco Visègrad (Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria), vicini di casa, appunto, della Slovenia. Una vicinanza geografica ma anche politica, visto che Dom vorrebbe presentarsi in europa come alleato del gruppo che contiene Lega e il Raggruppamento nazionale di Marine Le Pen. L'Europa delle nazioni e delle libertà potrebbe accogliere anche Orban nel momento in cui il Partito popolare europeo, di cui fa parte, decidesse di espellerlo. Ma al di là del tatticismo parlamentare, le istanze identitarie sono le stesse. La lega patriottica  sogna una primavera europea guidata da Salvini. I suoi nemici sono i vari Emmanuel Macron, Angela Merkel, Jean-Claude Juncker e adesso, da quando il Ppe pensa di espellere Orban, anche il suo capo, Manfred Weber.

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Ma i legami con l'Ungheria sono anche personali. Il nuovo movimento Dom nasce a fine febbraio proprio da una costola del partito sovranista dell'ex premier Janez Janša, il Partito democratico sloveno. Janša ha fatto di Viktor Orban, il premier ungherese, un punto di riferimento: nelle elezioni di giugno del 2018, in cui il partito era arrivato secondo, si era parlato anche di un sostegno economico da parte di Orban all'alleato sloveno. La leadership del nuovo movimento infatti è composta da una serie di figure legate al partito di Janša.

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Tra questi c'è un giovane di nome Žiga Jereb, ex membro del partito, poco noto al pubblico. Ma anche Bernard Brščič, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio durante il governo Janša e ideologo dell'estrema destra (alt-right) slovena. Brščič è molto attivo su Twitter dove diffonde messaggi anti-immigrazione. La sua ossessione è l'invasione dell'Europa da parte delle «razze» arabe e nere. È un proponitore della teoria del «genocidio bianco», ovvero della sostituzione della «razza» bianca, il suo annichilimento demografico da parte di altre etnie: la stessa teoria citata dall'attentatore australiano che ha ucciso 50 persone in Nuova Zelanda. Brščič dovrebbe essere il capolista del movimento Dom alle prossime elezioni europee. Ma per sapere di più bisognerà aspettare inizio aprile, data in cui il movimento dovrebbe presentarsi ufficialmente e costituirsi partito.