Papa Francesco respinge dimissioni del cardinale Barbarin condannato per aver coperto casi di pedofilia

L’arcivescovo di Lione aveva deciso di rinunciare alla sua carica dopo la condanna di primo grado. Jorge Mario Bergoglio le ha respinte, ma Barbarin ha deciso comunque di ritirarsi momentaneamente «per il bene della diocesi»

Papa Francesco ha deciso di respingere le dimissioni del cardinale francese PhilippeBarbarin, condannato il7 marzoa sei mesi di carcere con la condizionale per aver omesso abusi sessuali di altri preti su minori. Arcivescovo di Lione dal 2002, cardinale dal 2003, Philippe Barbarinha sempre mantenuto la sua innocenza. Nonostante questo, Barbarin ha deciso, con l’assenso del Papa, di ritirarsi temporaneamente dalla guida della diocesi di Lione.


Il caso per cui è stato condannato dal Tribunale di Lione riguarda una serie di abusi commessi dal sacerdoteBernard Preynattra il 1986 al 1991, prima che lui arrivasse alla diocesi di Lione. Crimini che lo stesso Preynat avrebbe confessato, secondo il suo legale, diventati poi anche soggetto di un film franceseGrazie a Dio!(Grâce à Dieu), premiato al festival di Berlino quest’anno.

La condanna del Tribunale di Lione è arrivata proprio in un momento in cui il Vaticano, sotto la guida di Papa Francesco, sta affrontando la piaga degli abusi sessuali commessi dai membri del clero. Lo scorso mese Papa Francesco ha concluso una conferenza al Vaticano sul tema con un appello a effetto in cui annunciava una «battaglia per estirpare il problema», suscitando delle critiche però da parte di chi si aspettava delle misure più concrete.

Durante il processo Barbarin aveva dichiarato di essere venuto a conoscenza dei fatti che riguardavano gli abusi commessi da Preynat soltanto nel 2014, dopo aver avuto una conversazione con unavittima. L’anno successivo aveva rimosso Preynat, oggi ancora in libertà, dalla sua posizione. La decisione di respingere le dimissionidel cardinale Barbarin, icui i legali hanno ribadito l’intenzione di appellarsi al verdetto, è stata giustificata in base alla presunzione della sua innocenza visto che non è arrivata ancora condanna definitiva.

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