A Palermo incendiata l’auto di un’attivista antimafia: «E’ un’azione contro la Sicilia, non ci fermiamo»

di OPEN

Il veicolo, parcheggiato sotto casa della ragazza, è stato incendiato nella notte. Abbiamo parlato con Chiara Natoli che dice di non avere paura: «Il movimento antimafia è forte». Indagini in corso sugli autori

Aveva guidato il corteo di Libera, giovedì scorso a Palermo, in memoria delle vittime di mafia. Chiara Natoli, attivista antimafia si è ritrovata, il giorno dopo la manifestazione, con l'auto -una Nissan Pixo – bruciata. L'aveva parcheggiata sotto casa, a pochi passi tra l'altro dalla caserma della Guardia di Finanza, nel quartiere Borgo Vecchio, di fronte al porto. Il fuoco deve essere stato appiccato nella notte. Sull'attentato sono in corso indagini della polizia che sta visionando le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza della zona.


A Palermo incendiata l'auto di un'attivista antimafia: «E' un'azione contro la Sicilia, non ci fermiamo» foto 3

 Facebook | Uno scatto dal corteo di Libera a Palermo

Le parole di Chiara Natoli

Open ha raggiunto telefonicamente Chiara. Ha 31 anni, fa attivismo dagli anni universitari. «Ho sempre fatto antimafia, con diverse associazioni tra cui i circoli Arci. Poi sono passata al servizio civile al centro Pio La Torre di Palermo e dal 2013 sono entrata in Libera. Se sei di Palermo, questa città ti impone sin da subito di schierarti, di scegliere da che parte stare». E così, l'antimafia diventa il suo mestiere: «Ho appena terminato un dottorato in letteratura italiana, ma il mio lavoro è coordinare la sede palermitana di Libera».

Le chiediamo allora, alla luce dell'enorme eco che la manifestazione guidata dall'associazione di Don Ciotti ha avuto. che aria si respira a Palermo: «Da parte della società civile abbiamo percepito una grandissima voglia di partecipazione. La voglia di scendere in piazza e sentirsi dalla parte giusta. C'è l'intento a voler prendere una posizione, in un momento in cui odio e smarrimento sono all'ordine del giorno. Siamo stati sommersi dalle adesioni; e i grandi numeri con cui l'Italia ha risposto all'appello di Libera sono un segnale che c'è ancora voglia di battersi per qualcosa».

A Palermo incendiata l'auto di un'attivista antimafia: «E' un'azione contro la Sicilia, non ci fermiamo» foto 1

Facebook | Chiara (al centro) ad un presidio di Libera

Nel cercare una spiegazione al fattaccio che l'ha vista protagonista, ammette di essere lei stessa confusa: «Non lo so, non so trovare un motivo plausibile. Hanno scritto che io guidavo il corteo, ma la verità è che con me c'era un folto gruppo di persone a guidare la manifestazione. Poi, è vero: io ho preso la parola dal palco e ho fatto un discorso ma non penso basti questo a farmi incendiare l'auto». Oggi ha passato tutta la mattina in prefettura per fare un punto con gli inquirenti sul da farsi: «Le indagini sono in corso e ho massima fiducia nei confronti delle forze dell'ordine e della magistratura» ha detto.

A Palermo incendiata l'auto di un'attivista antimafia: «E' un'azione contro la Sicilia, non ci fermiamo» foto 2

Facebook | Foto profilo di Chiara Natoli

«In attesa di capire se sia davvero un'azione di stato di stampo mafioso, ci tengo a dire che quello che è successo non lo prendo come un atto rivolto solo a me. E' una cosa che colpisce tutta Libera. Ma anche Palermo e la Sicilia. Quindi, se i responsabili verranno trovati, saremo noi tutti a muoverci di conseguenza, non solo io». Giovedì al corteo erano presenti quasi ventimila studenti. Com'è consuetudine, da quando Libera organizza la giornata, è stato poi letto l'elenco delle 1.001 vittime di mafia.

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