Di Maio va a Matera: «Questo governo andrà avanti altri 4 anni»

Dopo il risultato delle elezioni in Basilicata (con il candidato M5S arrivato terzo) Luigi Di Maio sceglie la città in cui il Movimento 5 Stelle è andato meglio per ringraziare gli elettori e confermare la stabilità del governo. Salvini da Milano dice: «Se fossi in lui non mi preoccuperei»

Prima di partire per gli Stati Uniti, Luigi Di Maio è andato a Matera e, di fianco al suo candidato Antonio Mattina,arrivato terzo nella corsa per la carica di governatore della Basilicata, ha confermato di volere cambiare l’organizzazione del Movimento 5 Stelle a livello territoriale e di voler aprire all’alleanza con le liste civiche.

«A Matera abbiamo preso oltre il 30% e vi ringrazio» dice Di Maio che già questa mattina aveva dichiarato di essere contro «la narrazione della sconfitta» fatta da numerosi osservatori. Il dato innegabile è però la crescita della Lega nelle ultime elezioni regionali (Abruzzo, Sardegna, Basilicata) rispetto alle elezioni politiche di un anno fa.

Le uniche voci auto-critiche finora sono state due: il senatore Gianluigi Paragone, secondo cui il Movimento 5 Stelle deve tornare a essere «cazzuto» e il ministro della Salute Giulia Grillo, che negli studi di Tagadà su La7 ha ammesso:«In Basilicata è andata discretamente. Non esulto per un primo posto senza vincere».

L’agenda di Di Maio

Da Matera Di Maio traccia l’agenda dei prossimi mesi, a partire dai rimborsi per i risparmiatori truffati e dall’erogazione del reddito di cittadinanza. «Questo governo andrà avanti altri 4 anni perché ci sono tante altre cose da fare», dice il vicepremier. La stabilità dell’esecutivo viene garantita anche dalle parole dell’altro vice-premier: «I 5 Stelle hanno avuto comunque un buon risultato. Se fossi Luigi Di Maio, non mi preoccuperei», ha detto Matteo Salvini.

«Dentro la Lega sono tutti concordemente, totalmente e felicemente d’accordo con me. Voglio vedere chi si lamenta»: così il leader della Lega ha replicato all’osservazione che nel suo partito non tutti sarebbero d’accordo nel proseguire l’alleanza di governo con i 5 Stelle. Ma i rapporti di forza, rispetto alle elezioni del 4 marzo 2018, sono ben diversi.

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