Elezioni in Sardegna: vince Solinas, crollo M5S. Salvini esulta: «Lega batte Pd 6-0»

di Redazione

Il candidato sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia è al 47.8%, + 14% su Massimo Zedda (centrosinistra)

Un altro successo del centrodestra. Il risultato è netto: Christian Solinas ottiene un risultato oltre le aspettative, anche personali. Senatore della Lega, è il vincitore delle elezioni regionali sarde. Quando sono state scrutinate 1830 sezioni su 1840, Christian Solinas (centrodestra) porta a casa il 47.81%. Il suo avversario del centrosinistra Massimo Zedda raggiunge il 32.93% e Francesco Desogus del Movimento 5 Stelle l'9.71%.

14 punti di vantaggio  «sono un dato incontrovertibile», dice Solinas commentando la vittoria con i cronisti. «È la risposta ai sacerdoti del testa a testa che hanno cercato di rappresentare una competizione che non c'era. Abbiamo vinto perché siamo stati tra la gente normale. I sardi lo hanno riconosciuto e ci hanno premiato». 

 «Il risultato dà la vittoria al centrodestra. Ho provato a chiamare Christian Solinas e gli ho già mandato un messaggio per augurargli buon lavoro», dice il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. «Siamo andati ben oltre le aspettative. Ci davano per inesistenti, invece ci siamo, eccome. Abbiamo battuto il Movimento 5 stelle, la prossima volta batteremo il centrodestra». E sull'ipotesi di fare il leader dell'opposizione commenta: «Valuteremo i possibili scenari». 

«È un risultato netto e chiaro e per M5s non è quello delle aspettative, ma vorrei chiarire che non  ero già convinto di perdere: sapevo già che sarebbe stata una partita molto difficile», commenta a caldo Francesco Desogus, candidato governatore M5S.

Il risultato delle elezioni regionali in Sardegna potrebbe mettere a rischio l'alleanza di governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle? «No. A livello nazionale per me non cambia nulla», dice Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell'Interno. «Ho dato una parola e quella vale per cinque anni. Si voterà il 24 marzo in Basilicata? Vinciamo? Bene, andiamo avanti. Stesso dicasi per le europee. C'è un accordo con il contratto di governo. A livello locale e regionale c'è da tanti anni un'alleanza con il centrodestra che funziona e risolve problemi locali. Non uso le elezioni regionali per avere più potere su altro». 

«Ringrazio i sardi e la Sardegna. Per la Lega è un orgoglio entrare nel Consiglio regionale di questa terra», commenta Salvini, intervenuto a Videolina alle 17.30 in diretta nel corso della lunga maratona elettorale della tv dei sardi. Salvini ha atteso che il vantaggio del candidato del centrodestra si consolidasse per intervenire. «Complimenti a Christian Solinas. La Lega al 12%? Aspettiamo i dati definitivi. Ma per noi è un onore e un orgoglio. Cinque anni fa non c'eravamo. Oggi entriamo in Consiglio, contribuendo al successo di un esponente dello storico Partito sardo d'Azione». 

Gli exit poll alla chiusura delle urne avevano consegnato al centrodestra una vittoria incerta, con una differenza di appena 1 punto e mezzo percentuale tra i due avversari, ma ora la forbice si è allargata in modo netto. 

Lo scrutinio delle schede elettorali nelle 1840 sezioni della Sardegna è in corso ma i dati arrivano molto lentamente perché i risultati vengono resi noti in forma aggregata. I Comuni con massimo 10 sezioni comunicheranno il dato solo una volta concluse le operazioni (100% delle schede), quelli tra 11 e 30 sezioni quando viene raggiunto il 50% dello scrutinio, mentre per i centri maggiori i risultati vengono resi noti quando si raggiunge il 25% delle schede scrutinate, e dunque per un totale di 4 votle. 

Prima forza politica è il M5s che da Roma ha espresso soddisfazione nonostante il tracollo e il dimezzamento dei propri voti rispetto alle politiche di un anno fa. Un dato che – assicurano M5s e Lega, come già accaduto per le regionali in Abruzzo – non avrà ripercussioni dirette sul Governo ma che sicuramente promette di accendere i toni della sfida tra i due partiti in vista delle elezioni europee. E se il centrodestra veleggia verso una vittoria di circa 15 punti sul centrosinistra, la Lega non sfonda e rischia di essere la terza forza politica dopo il Pd.

Se il M5s dimezza i risultati delle politiche di un anno fa, quando aveva fatto registrare quasi il 40%, la Lega – che i sondaggi nazionali (e il voto abruzzese) danno in grande ascesa – non sembra destinata a fare molto meglio del voto di un anno fa, quando aveva preso il 13,9%. Secondo diversi osservatori, le proteste dei pastori per il prezzo del latte hanno condizionato il voto per la Lega che, nelle parole del leader Matteo Salvini, ha rinviato le trattative a dopo le elezioni.

E il ministro dell'Interno aveva probabilmente compreso quello che stava accadendo già a voto in corso visto che ha più volte postato sui social inviti ad andare a votare. L'errore di Salvini, secondo il deputato M5s Pino Cabras, è quello di «avere promesso risposte subito ai pastori sardi e di essere stato spasmodicamente in campagna elettorale invece di impegnarsi a Roma». Certo è che il successo della coalizione di centrodestra in Sardegna dà forza al pressing del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi su Matteo Salvini affinché rompa il patto con Di Maio. «Gli italiani vogliono cambiare», coglie la palla al balzo Antonio Tajani.

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L'affluenza

L'affluenza alle urne è stata del 53,75%. Alla chiusura dei seggi, alle 22, hanno votato 790.347 sardi sui 1.470.401 aventi diritto. Nelle precedenti consultazioni del 2014, l'affluenza era stata del 52,2%. In leggero aumento, dunque, ma sempre bassa: quasi un sardo su due non è andato a votare. Un comportamento, quello degli elettori, forse anche condizionato dalla giornata di proteste dei pastori per il prezzo del latte. È di ieri mattina l'assalto a mano armata a una cisterna bloccata su una strada statale nei pressi di Orune, nel Nuorese.

Elezioni in Sardegna: vince Solinas, crollo M5S. Salvini esulta: «Lega batte Pd 6-0» foto 1

Christian Solinas, centrodestra

 

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Massimo Zedda, centrosinistra