Protesta del latte, assalto armato a una cisterna nel giorno del voto in Sardegna

Gli autori dell’agguato hanno agito a volto coperto e avevano intenzione di dare alle fiamme il mezzo. Ma quando hanno realizzato che si trattava di un piccolo imprenditore e non di un industriale lo hanno lasciato andare. La tensione resta alta tra gli allevatori per il rinvio della trattativa a dopo il voto

Nessuna tregua dei pastori che protestano per il prezzo dellatte anche nel giorno delle elezioni regionali in Sardegna. Poco dopo le 9.30 del 24 febbraio, un camion cisterna che trasportavalatteè stato bloccato sulla statale nei pressi di Orune, nel Nuorese, con un assalto a mano armata. L'agguato è stato compiuto da tre o quattro uomini con i volti coperti. Il commando ha costretto l'autista del camion a uscire dall'abitacolo e a sversare illattesull'asfalto.

Sembra che le intenzioni dei pastori in protesta fossero quelle di incendiare il mezzo dal momento che avevano con sédella benzina. Ma quando hanno accertato che la cisterna apparteneva a un piccolo imprenditore e non aun industriale lo hanno lasciato andare. Nei piani degli autori dell'agguato c'era quindi quello didanneggiare un importante caseificio e non un lavoratore autonomo. Intanto, cominciano gli inevitabili strascichi giudiziari per le proteste dei giorni scorsi.

Dopo l'apertura dei fascicoli in Procura, sono state formalizzate le prime dieci denunce e tutte le informative sugli episodi di violenza degli ultimi 15-20 giorni sono ormai definite. La stessa Procura di Nuoro è pronta a inviare i primi avvisi di garanzia. Le ipotesi di reato nei confronti dei pastori denunciati sono diverse: si va dalla violenza privata ai danneggiamenti, dal deturpamento della cosa altrui al blocco stradale fino alla resistenza a pubblico ufficiale e al mancato preavviso di manifestazione.

Protesta del latte, assalto armato a una cisterna nel giorno del voto in Sardegna foto 1

Tra gli allevatori la tensione è altissima da giorni perché la trattativa sul prezzo del latte è stata rinviata ancora a quando saranno concluse le elezioni. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è stato chiaro fin da subito e lo ha ribadito anche durante la campagna elettorale in giro per la Sardegna: «Non ci sarà mai un manganello contro i pastori ma è anche necessario garantire il libero e democratico esercizio del voto».

Leggi anche