Elezioni in Sardegna, perché lo spoglio è così lento

di Chiara Piselli

In Abruzzo, il vincitore di centrodestra, Marco Marsilio, veniva già incoronato governatore della Regione poco dopo le 2 di notte. In Sardegna le ragioni della lentezza stanno nella metodologia usata nel rendere noti i risultati di voto: i dati vengono comunicati in forma aggregata. Ecco come

Il giorno dopo il voto in Sardegna, l'interrogativo che risuona da più parti è uno: perché i risultati arrivano così lentamente? Nel caso delle elezioni in Abruzzo, il vincitore di centrodestra, Marco Marsilio, veniva già incoronato governatore della Regione poco dopo le 2 di notte e alle 11 del mattino successivo era già in corso la sua conferenza stampa. Oggi (25 febbraio), alla stessa ora, erano state scrutinate a malapena una ventina di sezioni sul totale di 1840. 

La grande differenza non sta solo nel fatto che in Abruzzo lo spoglio è cominciato subito dopo la chiusura delle urne in tarda serata mentre la Sardegna ha riaperto i seggi per lo scrutinio solo alle 7 del mattino successivo. Il punto è un altro e sta nella metodologia usata nel rendere noti i risultati di voto. In sostanza, i dati arrivano così lentamente perché vengono comunicati in forma aggregata. Ecco come:

  • I Comuni con massimo 10 sezioni comunicano il dato solo una volta concluse le operazioni, con il 100% delle schede scrutinate; 
  • I Comuni tra le 11 e le 30 sezioni comunicano i risultati quando viene raggiunto il 50% dello scrutinio, quindi per due volte;
  • I centri più grandi, oltre le 30 sezioni, rendono noti i loro numeri quando arrivano al 25% delle schede scrutinate e dunque quattro volte in tutto. 

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Ecco perché i dati di Baradili, il Comune più piccolo della Sardegna, sono arrivati nel giro di un paio d'ore dopo l'inizio dello spoglio. Qui (siamo in provincia di Oristano), abitano 83 persone ed è dunque ovvio che sia stato il primo Comune ad avere concluso e pubblicato i dati spoglio delle schede che hanno premiato il candidato del centrosinistra Massimo Zedda che ha intascato il 42,55% dei voti.     

Alle 12, complessivamente, sono 44 su 1840 le sezioni scrutinate per l'elezione del Consiglio regionale, pari a circa circa 10.571 voti. I dati, diffusi dalla Regione Sardegna, vedono in testa Christian Solinas (centrodestra) con il 49,25% davanti a Massimo Zedda (centrosinistra) al 32,28%, e Francesco Desogus (M5s) con l'11,01%. Seguono Mauro Pili (Sardi Liberi) al 3,08, Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) con il 2,26%, Andrea Murgia (Autodeterminazione) con lo 1,61% e Vindice Lecis (Sinistra Sarda) con lo 0,48%.

Per Lorenzo Pregliasco, cofondatore di YouTrend, quello in Sardegna è lo spoglio «più lento e cervellotico» di cui abbia memoria.

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