Giornalisti di razza

di OPEN

C’è da immaginare la riunione serale di Libero: «Che titolo possiamo fare per toccare di più gli istinti e la pancia dei nostri lettori?»

C'è da immaginare la riunione serale di Libero: «Che titolo possiamo fare per toccare di più gli istinti e la pancia dei nostri lettori?». «Propongo un 'Vogliono affibbiarci altri 16mila migranti. Ma scherziamo?». «No, è troppo fiacco». «Loro si fanno la guerra e a noi tocca la solita carrettata di africani». «Non fa incazzare e impaurire abbastanza».

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«Ci sono! 'In Italia non c'è posto. La Libia se li tenga tutti'». «Ci siamo quasi, solo un po' più di sana cattiveria, che faccia indignare i buonisti e faccia parlare di noi…». «Ricevuto, facciamo 'La Libia si tenga i neri', e vedrai che casino!». Il risultato è che da oggi nel nostro Paese si può fare un titolo dichiaratamente razzista: molti si saranno indignati e molti altri avranno sogghignato, e da domani si parlerà d'altro. E intanto siamo scesi di un altro gradino, verso l'informazione senza più etica.

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