Notre Dame, perché l’Europa piange la sua cattedrale

12 milioni di turisti all’anno. Centinaia di anni di storia. Apparizioni in film, quadri, libri e canzoni. Quella che sta bruciando non è solo una chiesa, non è solo un monumento. È una parte della cultura di tutto l’occidente

La cattedrale gotica Notre Dame è al centro di Parigi, ed è al centro della Francia. Nella piazza davanti alla facciata, fra i turisti che aspettano di entrare dall'ultima portone sulla destra, c'è un medaglione di pietra e metallo: Point zero des routes de France. Il punto zero delle strade della Francia. È da qui che si sviluppa tutta la mappa urbanistica di Parigi. Un centro che è bruciato davanti agli occhi di turisti e parigini.

La centralità di Notre Dame per la Francia non è solo logistica. Patrimonio dell'Unesco dal 1991 è uno dei monumenti più visitati al mondo. 12 milioni di turisti ogni anno entrano nelle sue navate. Prima socchiudono gli occhi per abituarsi al buio e poi procedono affiancando le colonne, passando vicino alle cripte, all'altare e alle vetrate gotiche che trasformano in ombre colorate la luce che viene dall'esterno.

Una storia lunga 800 anni, distrutta in qualche ora

L'inizio dei lavori per la costruzione della cattedrale è datato 1160. Dopo duecento anni la cattedrale dedicata a Nostra Signora, Notre Dame, era già completa. Una struttura portante in pietra, con il tetto fatto completamente di legno. I lavori per ampliarla e trasformarla in quella che conosciamo ora sono andati avanti nei secoli successivi. La guglia, quella che si trovava all'incrocio delle due navate e che ora è crollata, era stata costruita solo nel 1860.

In tutto questo tempo, i gargoyle che si sporgono dalle pareti hanno visto passare la storia della Francia. Qui si sono celebrati i matrimoni dei re, qui Napoleone si è incoronato come imperatore, qui si sono tenuti i funerali di Stato di Charles de Gaulle e quelli per le vittime degli attentati del 13 novembre 2015. Ora le fiamme sono fuori controllo. Il tetto è crollato e non sembra esserci un modo per fermare, subito, l'incendio.

I lavori di restauro, attesi da anni e finalmente iniziati

Il New York Times ha dedicato un lungo reportage alle condizioni di Notre Dame. Se la facciata della cattedrale era in buono stato di conservazione, tutto il corpo centrale aveva bisogno di una grossa opera di restauro. Nel 2017 la fondazione Amici di Notre-Dame aveva stimato che servivano 40 milioni di dollari per le riparazioni più urgenti e altri 110 milioni per i prossimi dieci anni.

Notre Dame, perché l'Europa piange la sua cattedrale foto 1

Uno scatto di Notre Dame di notte

La cattedrale francese ha una struttura estremamente delicata, come spiega Philippe Villeneuve, l'architetto che guidava il piano di ricostruzione delle cattedrale: «Nell'architettura gotica tutti gli elementi hanno una ruolo dinamico e strutturale». I gargoyle non hanno solo un significato simbolico, servono per far defluire l'acqua. Gli archi rampati che saltano dalla navata centrale non servono solo a slanciare la struttura ma anche a sostenerla.

E così, nel tempo, fra le sollecitazioni strutturali e quelle ambientali, tutte queste componenti hanno cominciato a corrodersi. È strano pensare che una struttura tanto imponente come questa possa in realtà essere delicata come le ali di una farfalla. Un equilibrio che un incendio così violento ha completamente spezzato.

Notre Dame de Paris, Victor Hugo rende eterna la cattedrale

Non sappiamo cosa rimarrà di Notre Dame. Non sappiamo se la pietra delle sue colonne riuscirà a sopravvivere alle fiamme o se i suoi gargoyle continueranno a guardare Parigi appollaiati sui loro trespoli. Anche se dovessero rimanere solo ceneri e frammenti di vetro colorato, c'è un'opera che ha reso immortale questo monumento: Notre Dame de Paris di Victor Hugo. Prima romanzo, poi balletto, film, cartone animato e musical.

 

 

E in questo libro c'è un passaggio che dopo le prime ore dall'inizio dell'incendio è diventato virale in rete. Poche righe, scritte nei primi anni dell'800 che descrivono esattamente lo scenario a cui turisti e parigini hanno assistito la sera del 15 aprile. 

Tutti gli occhi si erano alzati verso il sommo della chiesa, ciò che vedevano era straordinario. In cima alla galleria più elevata, più in alto del rosone centrale, c'era una grande fiamma che montava tra i due campanili, con turbini di scintille, una grande fiamma disordinata e furiosa di cui il vento a tratti portava via un limbo nel fumo.

Sotto quella fiamma, sotto la cupola balaustrata in tagliata a trifogli di brace, due grondaie fatti a fauci di mostri vomitavano senza posa quella pioggia ardente il cui argenteo scroscio risaltava nell'ombra della facciata inferiore

La storia del gobbo Quasimodo e della zingara Esmeralda ha fermato la cattedrale alle ultime battute del Medioevo, quando sul trono di Francia c'era Luigi XI. Una dimensione eterna, che nemmeno le fiamme di questa notte riescono a distruggere. La stessa dimensione lasciata dai quadri degli impressionisti, dalle cartoline che i turisti imbucano nelle buche delle lettere e dai quadri degli artisti improvvisati che la sera mettono il loro cavalletto lungo la Senna. Mentre i battelli carichi di turisti passano sotto il ponte dell'Île-de-France e qualcuno sulle sponde del fiume improvvisa un jazz con il sassofono.