Notre Dame, la procura esclude l’atto doloso. Macron: «La ricostruiremo entro 5 anni»

di Redazione

La guglia, divorata dalle fiamme, è collassata insieme al tetto e alla volta. La procura ha escluso atto doloso. Intanto è corsa alle donazioni: 100 milioni dal gruppo Kering della famiglia Pinault, 200 da Lvmh, controllato dagli Arnault

Intorno alle 9:30 del 16 aprile è stato definitivamente estinto l'incendio che aveva avvolto la cattedrale di Notre Dame, nel cuore di Parigi. Le fiamme si erano sviluppate dal tetto dell'edificio e, in meno di un'ora, avevano avvolto tutte le componenti in legno, facendo crollare la guglia, il tetto e la volta. La struttura, invece, è salva. «Abbiamo evitato il peggio» ha detto il presidente francese Emmanuel Macron che nella notte tra il 15 e il 16 aprile è riuscito a entrare nella cattedrale. Poi nel suo discorso alla nazione ha promesso che la cattedrale verrà ricostruita entro 5 anni. 

Nel frattempo la Procura ha escluso «atto doloso». «Niente va nella direzione di un atto volontario», ha detto alla stampa Rémy Heitz, procuratore di Parigi che ha spiegato anche al cantiere stavano lavorando «cinque imprese» e che presto verranno sentiti «quindici operai» che ieri sarebbero stati al lavoro. Heitz ha confermato che i soccorsi sono partiti al secondo allarme.  «Il primo alle 18:20, ma dopo un’ispezione non era stato trovato fuoco. Il secondo alle 18:43, e il fuoco a quel punto c’era».

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Una densa colonna di fumo si è alzata sull'intera Ile-de-la Cité e per ore è stata visibile da ogni parte della città. Tutto il quartiere è rimasto isolato, i turisti sono stati confinati dall'altra parte della Senna e hanno fissato le fiamme che hanno divorato gran parte del monumento gotico. Non ci sono state vittime, ma un vigile del fuoco e due poliziotti sono rimasti feriti. Ma grazie all'impegno di pompieri e forze dell'ordine, anche il rosone sud che si credeva fosse esploso è stato salvato.

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La situazione attuale

Alle 8:00 del mattino del 16 aprile, il ministero della Cultura francese ha diffuso una nota sullo stato della cattedrale: «La struttura principale è salva ma resta molta instabile. La situazione è ancora precaria. La scorsa notte due terzi del tetto sono andati in fumo, la guglia è sprofondata all'interno creando un buco nella volta. Sempre durante la notte, l'incrocio del transetto è caduto e anche gran parte del transetto nord».

Poi ha aggiunto: «Le squadre di pompieri e architetti che sono sul posto sono preoccupati poiché sopra la volta si è accumulata dell'acqua. C'è anche del legno carbonizzato che si è impregnato di acqua e quindi ha un peso importante. Tutta la cattedrale, adesso, è particolarmente fragile: l'edificio è stato costruito con così grande finezza che ogni parte che collassa rischia di compromettere l'intera costruzione».

Le cause e l'apertura dell'inchiesta

Non si conoscono ancora con certezza le cause alla base del rogo ma, dalle prime informazioni, sembra che le fiamme abbiano avuto origine dalle impalcature in legno usate per i lavori di restauro che, pochi minuti dopo lo scoppio dell'incendio, sono crollate. La procura di Parigi ha comunicato che è stata aperta un'inchiesta con il capo d'imputazione di «distruzione involontaria a mezzo di incendio». Niente attentati quindi. Si punta sulla pista dell'incidente. Ed è stato ufficialmente escluso l'atto doloso.

Il comandante dei vigili del Fuoco di Roma, Giampiero Boscaino, ha spiegato a Open che i lavoratori di ristrutturazione sono un momento molto delicato. «In quei momenti spesso gli allarmi sono disattivati. Tante lavorazioni richiedono l'uso di fiamme libere. Basta un attrezzo elettrico lasciato fuori posto in tensione per far scoppiare un incendio. Gli impianti elettrici allestiti nei cantieri cambiano configurazione di giorno in giorno, sono volatili. Per questo bisogna stare attenti». 

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Secondo il quotidiano Le Parisien il fuoco potrebbe essere partito da una saldatura. Ma l'eventualità è stata respinta dal capo dei monumenti storici incaricato del restauro che ha assicurato che i lavori non erano ancora partiti: «C'era solo l'impalcatura in fase di montaggio». 

I soccorsi

Vigili del fuoco e polizia sono stati al lavoro per ore per spegnere le fiamme. Diversi elicotteri hanno sorvolato la zona, il perimetro di sicurezza è stato molto ampio a causa delle grandi dimensioni dell'incendio. «Un dispositivo eccezionale è stato dispiegato dalla prefettura per neutralizzare questo violento incendio», ha detto il ministro dell'Interno Christophe Castaner che in un tweet ha espresso sostegno e solidarietà ai vigili del fuoco parigini «mobilitati per salvare il patrimonio comune nel cuore di Parigi».

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L'uso dei Canadair

L'impiego dei Canadair per domare l'incendio è stato escluso sin da subito. La direzione generale della protezione civile, su Twitter, ha spiegato che «il getto d'acqua su questo tipo di edificio avrebbe portato al collasso dell'intera struttura».

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La caduta della guglia

Gli attimi in cui collassa la guglia della cattedrale di Notre Dame, uno dei più grandi capolavori del cristianesimo e tra i simboli identitari di Parigi.

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La reazione della sindaca

«Non ho parole per esprimere il dolore che provo – ha scritto su Twitter la sindaca Anne Hidalgo -. Stasera, tutti i parigini e i francesi piangono questo emblema della nostra storia comune».

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La reazione del presidente

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha rinunciato a pronunciare il discorso alla nazione previsto per la sera del 15 aprile per andare a Notre Dame. Lo ha riferito l'Eliseo in una nota. Il discorso avrebbe avuto come oggetto le misure decise dopo il "Grande dibattito" in seguito alle proteste dei gilet gialli. «Sono triste nel veder bruciare una parte di noi», ha scritto su Twitter il presidente.

Poi da Notre Dame ha promesso: «Ricostruiremo la cattedrale tutti insieme» e ha lanciato una campagna di donazioni a cui hanno già aderito i due più grandi gruppi di lusso francesi che hanno annunciato di voler donare 300 milioni di euro per la ricostruzione: il gruppo Kering della famiglia Pinault donerà 100 milioni, 200 ne donerà Lvmh, controllato dagli Arnault. 

Nel suo discorso alla nazione pronunciato la sera del 16 aprile Emmanuel Macron ha detto: «Abbiamo molto da ricostruire, ricostruiremo la cattedrale di Notre Dame ancora più bella. Voglio che questo obiettivo sia raggiunto entro 5 anni. Non possiamo fermarci. Noi ci mobiliteremo».

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«La nostra tristezza va oltre le parole, ma siamo ancora in lotta. Stasera i vigili del fuoco stanno combattendo, eroici, contro il fuoco, per preservare», ha invece detto il primo ministro francese Edouard Philippe. Centinaia le testimonianze video che sono rimbalzate sui social network.

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