Fognini, carattere esuberante e tecnica sopraffina: l’ascesa di un campione

di Cristin Cappelletti
Fognini, carattere esuberante e tecnica sopraffina: l'ascesa di un campione

Il tennista ligure è diventato il primo italiano ad aggiudicarsi un masters 1000, entrando nell’olimpo del tennis italiano. Con nove vittorie in singolare in un torneo Atp è secondo solo ad Adriano Panatta

I grandi campioni sono così, tornano quando meno te lo aspetti, in punta di piedi. Con Montecarlo Fognini aveva un conto aperto. Era il 2014 quando la possibilità di entrare nella top ten era a un passo ma, il suo temperamento, a volte troppo sopra le righe, gli fece perdere l'accesso all'olimpo del tennis contro il francese Tsonga. 

Ora, dopo la vittoria di Montecarlo, Fognini è il dodicesimo del ranking Atp a 245 punti dal decimo posto. Una vittoria costruita con pazienza, e con quella tecnica sopraffina spesso oscurata da un carattere esuberante. Ma ora Fognini è padre e marito e su quella terra rossa il campione ligure ci è arrivato con la consapevolezza di poter fare bene. Perché è solo a 70km da Montecarlo che Fognini ha mosso i suoi primi passi nel mondo del tennis, in  quel circolo locale di Arma di Taggio dove ha preso per la prima volta in mano la racchetta.

Gli inizi

Sotto la guida di Leo Di Giacomo e Massimiliano Conti ottiene il suo successo più importante a livello juniores nel luglio del 2003, quando conquista i campionati europei under 16. Fognini è bravo e sa di esserlo e sull'erba verde di Wimbledon, il paradiso del tennis inglese, il tennista ligure riesce nel 2010 a eliminare Fernando Verdasco, all'epoca nella top 10 della classifica ATP. Nel 2011 arriva ancora una volta a ridosso dei magici 10 imponendosi nei tornei di Stoccarda e Amburgo. 

Il sogno Montecarlo

Ma alla voglia di arrivare si mescola anche una grinta borderline che nel 2017 gli costa l'espulsione dagli US Open, dopo aver rivolto insulti sessisti a un giudice di gara nel corso del primo turno del torneo singolare. «Il ragazzo è bravo, ma non si impegna». Chissà quante volte il tennista ligure si sarà sentito dire queste parole. La tecnica c'è, la velocità anche, abbinata a concretezza e doti fisiche.

Ma cosa manca a Fognini per fare quel balzo di qualità? La sorpresa di Montecarlo sta nell'attitudine, quasi pragmatica, realista, quella di chi sa esattamente cosa deve fare. Già, la semifinale è da impresa. Fognini batte il numero uno al mondo sulla terra rossa, Rafa Nadal, in una partita dove lo spagnolo viene eclissato, annullato con un 6-4, 6-2, da un gioco brillante e veloce. Una parabola ascendente che termina con un'altra vittoria senza appello. Contro Lajovic il ligure si impone per 6-3, 6-4 e dopo un'ora e 38 minuti può finalmente baciare la terra rossa.

Nell'olimpo del tennis italiano 

Prima di lui solo Adriano Panatta. Con il nono titolo conquistato in singolare, Fognini diventa il secondo italiano più vincente di sempre per numero di tornei ATP vinti. Tra i più importanti quell'Australian Open del 2015 vinto in coppia con Simone Bolelli, con cui condivide il primato di essere l'unica coppia ad aver vinto uno Slam in campo maschile.

L'ascesa di Fognini è fatta di intoppi, di racchette spaccate, di urla e di qualche parola, a volte, fuori posto. Ma a 32 anni, il tennista papà e marito, è diventato il primo italiano ad arrivare in finale a Montecarlo dopo Corrado Barazzutti, e dopo la triplice vittoria di Pietrangeli nel  ’61-’67 e ’68: l'olimpo del tennis italiano è suo.