Di Maio sul 25 aprile: «Chi lo nega era a Verona con gli antiabortisti»

di Alessandro Parodi

Il vicepremier in polemica con gli alleati di governo sulle celebrazioni della Liberazione. La replica di Salvini:  «Sarò in mezzo alle donne e agli uomini della Polizia di Stato»

Ancora un tema di scontro all'interno del governo. Questa volta al centro della polemica ci sono le celebrazioni del 25 aprile – che gli esponenti della Lega avevano annunciato di disertare – Luigi Di Maio, attraverso un post Facebook, va all'attacco degli alleati, citando un'altra occasione di divisione: il Congresso della famiglia di Verona dello scorso marzo.

«Leggo che qualcuno oggi arriva persino a negare il 25 aprile, il giorno della Liberazione. Lo trovo grave. Non è alzando le spalle e sbuffando che questo Paese cresce. Al contrario, cresciamo se diamo forza a certi valori, alla nostra storia. Perché col menefreghismo non si va da nessuna parte», scrive Di Maio.

Leggo che qualcuno oggi arriva persino a negare il 25 aprile, il giorno della Liberazione. Lo trovo grave. Non è alzando…

Posted by Luigi Di Maio on Tuesday, April 23, 2019

Arriva poi la stoccata, che inequivocabilmente chiarisce a chi sia rivolto il messaggio. «E poi, concedetemelo, è curioso che coloro che oggi negano il 25 aprile siano gli stessi che però hanno aderito al congresso di Verona, passeggiando mano per la mano con gli antiabortisti. Per carità, ognuno la vede come vuole. Il pensiero è libero. Ma io, sia chiaro, voglio anche un’Italia libera, di guardare avanti innanzitutto», continua infatti il ministro del Lavoro.

Ma non è l'unico tema polemico. Di Maio si scaglia anche contro la proposta dell'altro vicepremier di reintrodurre il servizio militare: «Il ripristino della leva obbligatoria, la contestazione della 194, gli attacchi alle donne, il ritorno al Medioevo non fanno parte dei valori del Movimento 5 Stelle. Il 25 aprile è una festa nazionale della Repubblica Italiana. Non è questione di destra o di sinistra, – conclude Di Maio – come sento dire, ma di credere in questo Paese. Di credere nell’Italia e di rispettarla. E chi come me ci crede, il 25 aprile lo ricorda!».

Arriva a stretto giro con una nota la replica del ministro dell'Interno che scrive: «Il 25 aprile, per celebrare il sacrificio di chi ha combattuto per la libertà dell’Italia, sarò in mezzo alle donne e agli uomini della Polizia di Stato di Corleone (Palermo), per ringraziarli del fatto che ogni giorno rischiano la loro vita per liberare la Sicilia e l’Italia dalla mafia».

Ricordando che in quell'occasione sarà inaugurata una nuova sede del Commissariato di Polizia, Salvini, evidentemente con riferimento alle parole di Di Maio, ha chiosato: «Onorare il passato preparando un futuro migliore, questo faccio da uomo, da padre e da ministro. Le polemiche le lascio volentieri agli altri».