Il capogruppo alla Camera D’Uva (M5S): «Su Siri bisogna intervenire. Noi non arretriamo»

Dal palco della presentazione del programma per le Europee, Luigi Di Maio non pronuncia nemmeno il nome del sottosegretario indagato: «Le regole si rispettano anche se sei del partito alleato»

Sono passate due settimane dalla notizia dell'indagine per corruzione a carico del sottosegretario leghista Armando Siri. Mentre il presidente del Consiglio Conte ha chiesto tempo, il Movimento 5 Stelle continua a chiedere le dimissioni dell'esponente leghista.

«Su Siri bisogna intervenire perché questa indagine riguarda il suo operato da sottosegretario» spiega il capogruppo M5S alla Camera Francesco D'Uva.«Per noi si tratta di un caso diverso dal patteggiamento (per bancarotta fraudolenta, ndr» dice il deputato a margine della presentazione del programma per le Europee.

Dal palco, Luigi Di Maio non pronuncia nemmeno il nome del sottosegretario (per ora senza deleghe) Siri:«Le regole si rispettano anche se sei del partito alleato. Il Movimento non arretra sulla questione morale». L'alleato di governo, in visita in Ungheria da Orban, non replica e attende l'interrogatorio del 'suo' senatore. A difenderlo ieri, era stato il sottosegretario Giancarlo Giorgetti.