L’autrice del libro su Salvini diffida il Salone del Libro: «Non sono fascista»

«Io sono quanto di più lontano esista del fascismo, quindi tutti coloro che accosteranno il mio libro al fascismo saranno querelati», ha detto Chiara Giannini dopo le polemiche sul capo della casa editrice Altaforte

Le polemiche attorno alla presenza di Altaforte al Salone Internazionale del Libro di Torino sono destinate a lasciarsi dietro un lungo strascico di problemi. Perché quel «sì, sono fascista» pronunciato dal capo della casa editrice vicina a CasaPound Francesco Polacchi, è risultato sgraditonon solo agli ospiti e gli organizzatori lontani dagli ideali fascisti, ma anche a Chiara Giannini, la giornalista autrice del testo incriminato Io sono Matteo Salvini. Intervista allo specchio.

«Oggi ho inviato una diffida al Salone del Libro», ha fatto sapere Giannini durante un suo intervento a Sky TG24. «Ho dato anche mandato ai miei avvocati per intentare una causa civile nei confronti del Salone del Libro, chiedendo opportuno risarcimento per danno di immagine nei miei confronti».

«Stanno accostando la mia immagine al fascismo. Io sono quanto di più lontano esista del fascismo, quindi tutti coloro che accosteranno il mio libro al fascismo saranno querelati», ha detto la giornalista, che già durante la puntata di Di Martedì, in onda su La7 lo scorso 7 maggio, aveva ribadito lo stesso concetto («Sono quanto di più distante ci sia dal fascismo e non credo che il ministro Salvini lo sia»).

Sulle frasi pronunciati da Polacchi («Io sono fascista»,«L'antifascismo è il vero male di questo Paese»,«Mussolini è il miglior statista italiano») stanno indagando anche i magistrati, a seguito dell'esposto della Città di Torino e della Regione Piemonte,soci fondatoridel Salone del Libro.

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