Da Pornhub, alla trap fino all’autolesionismo: 5 campagne elettorali anticonvenzionali

di Redazione

Quando il comizio in piazza diventa fuori moda si cercano metodi alternativi per farsi notare dagli elettori. A volte la creatività paga, altre volte sarebbe meglio continuare a distribuire santini casa per casa

Joachim B. Olsen, ex pesista e discobolo ora convertito alla politica, ha lanciato la sua campagna elettorale su Pornhub, il sito di condivisione di materiale video pornografico, perché «i politici devono andare nei luoghi dove vanno gli elettori, e tra questi ci sono i siti porno». L'inserzione su Pornhub lo raffigura in giacca e cravatta: «Quando hai finito di masturbarti, vota per Jakke», recita lo slogan. «Jakke» però non è il primo a cercare stratagemmi anticonvenzionali per convincere gli elettori. 

Su Tinder 

Il politico tedesco Alexander Freier, berlinese del partito socialdemocratico, ha usato il suo profilo Tinder per fare campagna elettorale, postando oltre alla sua foto, slogan come «La città della libertà» e «Berlino rimanga gay». 

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Dal dentista

Il candidato alla presidenza USA Beto O'Rourke ha filmato la sua visita dentistica per far raccontare a Diana, la sua igienista, la sua esperienza di vita a El Paso. Il video faceva parte di una serie più ampio pensata dall'ex membro del Congresso sulla vita degli americani al confine tra Messico e Usa. 

Cosparsi di spray al peperoncino 

Levi Tillemann candidato nel 2018 per il sesto distretto congressuale del Colorado, ha pubblicato un video in cui difendeva l'uso dello spray al peperoncino, invece che le armi da fuoco, come strumento di difesa personale. Per farlo, si è fatto cospargere la faccia di spray al peperoncino e si è fatto filmare mentre soffriva nei minuti seguenti. 

120 metri sott'acqua 

Il 18 aprile 2019, il presidente delle Seychelles si è calato 120 metri sotto il livello del mare. Da lì, a bordo di un sommergibile, in calzoncini color salmone e maglietta con la scritta «Seychelles», ha pronunciato un discorso sulla protezione degli oceani. 

Cantando trap

Del Vinci Salvini abbiamo parlato abbastanza, ma un italiano in questa elenco doveva esserci. È il sindaco di Bari Antonio Decaro che nella sua campagna per ottenere il secondo mandato ha diffuso, oltre a un buffo spot e un videogioco, anche una canzone trap: «Colpa di Decaro». Il pezzo di 4 minuti ironizza sul fatto che tutti i problemi della città, dai pomodorini che scottano nella focaccia al «sesso che ultimamente lo faccio sul PC», siano responsabilità del sindaco. «A maggio ci sono le elezioni, se non mi voti, se non vinco, come le spiegherai tutte 'ste delusioni».