Un miliardario paga i debiti studenteschi di 396 neolaureati d’America

Robert F. Smith non è nato povero, ma nemmeno ricco. Oggi, con i suoi 5 miliardi di dollari ed è tra i più ricchi degli Stati Uniti. La sua decisione di certo non aiuterà a rimettere in sesto la meritocrazia americana, ma sicuramente cambierà la vita di circa 400 studenti

«Per conto delle otto generazioni dei miei antenati che hanno vissuto in questo Paese, aggiungeremo del carburante al vostro autobus». Così l’imprenditore afro-americano Robert F. Smith ha annunciato la sua decisione di pagare tutti i debiti universitari delle matricole dell’aprile 2019 del Morehouse College, università delle arti liberali ad Atlanta, nello stato della Georgia.

Gli Stati Uniti vantano alcune tra le migliori università del mondo, come il Massachusetts Institute of Technology (MIT) e l’Università di Harvard. Istituti di eccellenza che servono da modello in tutto il mondo e alimentano il sogno americano in quanto strumenti di meritocrazia. O almeno così dovrebbe essere, se non fosse per il fatto che tra i vari ostacoli a cui vanno incontro gli studenti meno benestanti c’è la piccola-grande questione della retta universitaria molto elevata rispetto agli standard europei. Diverse decine di migliaia di dollari ogni anno, che rappresentano alla fine della carriera universitaria un vera e propria montagna da scalare.

Come rimedio e per ovviare a ogni critica di ostacolare la meritocrazia, gli atenei americani privati mettono a disposizione degli studenti molte borse di studio, assegnate secondo criteri di contrasto alla disuguaglianza. Ma nella realtà dei fatti, non sono mai abbastanza. La maggior parte degli studenti è quindi chiamata a fare i conti con un debito che inevitabilmente finisce non solo per condizionare le scelte di chi effettivamente decide di intraprendere un percorso di studi universitari, ma di scoraggiare anche chi sogna di andare all’università dal fare domanda.

Non a caso, durante il suo discorso Robert Smith ha citato proprio il desiderio – anzi, la necessità – di garantire il sogno americano alle generazioni di afro-americani, una comunità che oggi può contare molti nomi facoltosi e benestanti in grado di «prendersi cura» gli uni degli altri. Come sta facendo lui, figlio di due insegnanti, nato nella piccola borghesia del Colorado, prima ingegnere poi banchiere, diventato uno degli uomini più ricchi degli Stati Uniti, il più ricco in assoluto – più di Oprah Winfrey, altra icona del sogno a stelle e strisce afro-americano. A beneficiarne saranno circa 400 studenti – per un costo totale di circa 40 milioni di dollari – dello storico college della Georgia che tra i suoi alumni vanta anche il reverendo simbolo delle battagli per i diritti civili, Martin Luther King. Anche lui aveva un sogno.

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