Lavorano in nero e percepiscono il reddito di cittadinanza: a Palermo i primi casi di truffa

Già, i furbetti del reddito: chissà quanti ne salteranno fuori e chissà se i controlli potranno mai essere sufficienti a scovare chi froda lo Stato

Tutte le opposizioni, gli analisti e gli esperti di lavoro avevano messo in guardia il Governo Lega-M5S prima dell’approvazione del reddito di cittadinanza. E le loro preoccupazioni si sono avverate: in Sicilia, a Palermo, c’è stato un nuovo caso di furbetti del reddito.


Il primo episodio risale al 10 maggio, nelle Madonie: due coniugi sono stati denunciati per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La moglie di un lavoratore in nero di un cantiere edile privato aveva visto la sua domanda accolta dall’Inps. Sono scattate così le sanzioni amministrative per 5.000 euro.

Il 21 maggio, ancora due furbetti, ancora nel Palermitano. Due uomini di 52 anni, entrambi residenti nel capoluogo siciliano, sono stati denunciati dai carabinieri della stazione di Partanna Mondello. Si tratta di dipendente e di datore di lavoro.

L’operaio è stato colto in flagrante dai militari a Sferracavallo: stava eseguendo lavori di ristrutturazione per conto di una ditta edile. Eppure l’Inps gli aveva già caricato 300 euro sull’iconica carta in quanto beneficiario del reddito di cittadinanza.

Una situazione critica e indicativa di quale sia la situazione del mondo del lavoro in Italia: la stessa ditta non risulta iscritta alla camera di commercio e l’operaio, ovviamente, era assunto in nero.

Al dipendente furbetto è stata sequestrata la carta per spendere il reddito di cittadinanza ed è stato sanzionato per 7.200 euro.

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