La Marina soccorre un gommone con 90 migranti a bordo. Viminale: «Sbarchino a Genova»

La nave “Cigala Fulgosi” della Marina Militare italiana ha soccorso i circa 90 migranti a bordo del gommone che da ieri – 29 maggio – si trovava in difficoltà al largo della Libia. Secondo Alarm Phone, ong che si occupa di fornire assistenza telefonica ai migranti in difficoltà, il barcone ha cominciato a imbarcare acqua dalla sera del 29 maggio. Dopo ore di indecisione, il Viminale ha aperto allo sbarco dei migranti e ha indicato Genova come porto dove far scendere le 90 persone a bordo della nave.

Durante il naufragio, dicono, sarebbe morta una bambina di 5 anni. La Marina Militare, però, ha smentito la notizia del decesso con un comunicato. A sostegno delle autorità è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, che su Twitter ha scritto: «Sono infondate e diffamatorie le accuse contro i nostri uomini e donne della Marina. Anche in questo caso, come sempre e rispettando legge e morale, hanno soccorso chiunque fosse a rischio».

Restano però le polemiche sui tempi dell’intervento delle autorità italiane. Alarm Phone ha accusato la Marina e la Guardia Costiera di essere intervenute 24 ore dopo aver ricevuto l’allarme pur essendo a conoscenza delle condizioni precarie dei naufraghi e dell’imbarcazione. Il recupero dei migranti è in corso in questo momento. L’intervento sarebbe stato deciso perché le condizioni meteo sono in peggioramento e l’imbarcazione si trova senza motore e in precarie condizioni di galleggiamento.

La smentita della Marina

La notizia della morte di una bambina di 5 anni è stata smentita da un comunicato ufficiale diffuso dal Ministero della Difesa per conto della Marina: «A termine del soccorso sono state recuperate le 100 persone, di cui 17 donne e 23 minori, per i quali è attualmente in atto la verifica delle condizioni di salute. Non risulta alcuna persona deceduta a bordo».

Il comunicato descrive anche le condizioni del salvataggio: «Constatate le condizioni del natante con 100 persone a bordo, di cui solo una decina provvisti di salvagente individuale, motore spento, precarie condizioni di galleggiamento e considerate le condizioni meteorologiche in peggioramento, è intervenuta in soccorso delle persone che erano in imminente pericolo di vita».

«Nave Cigala Fulgosi, unità della Marina Militare – continua il comunicato – è attualmente impegnata nell’Operazione Mare Sicuro, unitamente ad altre unità aeronavali della Difesa, al fine di proteggere gli interessi nazionali nel Mediterraneo centrale, conducendo attività di presenza, sorveglianza e deterrenza, anche in ragione all’attuale situazione di sicurezza presente in Libia».

La notizia della morte della bambina di 5 anni

A informare Alarm Phone della morte di una bambina sono stati i naufraghi. Come abbiamo scritto, però, non ci sono ancora conferme ufficiali. Secondo Alarm Phone, né la Marina né la Guardia Costiera italiana ha risposto all’allarme, pur essendo state informate delle condizioni disperate in cui versava il barcone.

Salvini: «Difendiamo l’onore della Marina»

A difesa della Marina Militare è intervenuto il vicepremier leghista Matteo Salvini: «Sono infondate e diffamatorie le accuse contro i nostri uomini e donne della Marina. Anche in questo caso, come sempre e rispettando legge e morale, hanno soccorso chiunque fosse a rischio».

Portando avanti la sua linea comunicativa dura contro l’operato delle Ong, ha accusato anche la stampa di dare adito alle loro «provocazioni»: «È incredibile che alcuni organi di stampa italiani diano credito a provocazioni e illazioni delle solite ong a cui finalmente abbiamo tagliato il business e che sono sotto inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina».

«Difendiamo l’onore della Marina», ha continuato. «Per quanto di mia competenza ribadisco l’indisponibilità dei porti italiani per accogliere clandestini»

La denuncia del parroco di Lampedusa

Poco prima dell’intervento in mare da parte della Marina, il parroco di Lampedusa Carmelo La Magra aveva denunciato la mancanza di soccorsi con un post su Facebook: «Un gommone con a bordo tra gli 80 e i 90 migranti è in difficoltà a largo della Libia da ieri mattina e nonostante l’allarme sia stato dato a tutte le autorità e vi siano delle unità nelle vicinanze, nessuno è ancora intervenuto per portare soccorso».

«E una bambina di cinque anni è morta a bordo», continua il post, comunicando la notizia arrivata dai migranti ad Alarm Phone. «È quanto denunciano le Ong rivolgendosi in particolare alla Marina militare italiana che avrebbe a poca distanza il pattugliatore Cigala Fulgosi. Una denuncia che segue quella, documentata da un video, secondo cui qualche giorno fa un migrante è annegato senza che una nave italiana in navigazione a poche miglia di distanza intervenisse».

Anche l’Ong italiana Mediterranea Saving Humans ha commentato su Twitter il ritardo delle operazioni di salvataggio. «Se confermata la morte della bambina – scrivono – sappiamo chi poteva salvarla e non l’ha fatto».

Dopo aver appreso la notizia della smentita, Mediterranea ha aggiunto: «Apprendiamo con gioia che non ci sarebbe nessuna vittima. Siamo grati all’equipaggio e al comandante della nave della Marina militare P490 Cigala Fulgosi per aver operato il soccorso».

Le prime accuse alla Marina e alla Guardia Costiera

La ong ha detto di aver allertato la Guardia Costiera alle 10:23 del 29 maggio, senza successo: «Questo – ha scritto su Twitter – è il motivo per cui il Mediterraneo è uno dei confini più letali del mondo. Questa politica di non assistenza deve terminare.

In un tweet successivo, Alarm Phone ha attaccato anche la Marina Militare italiana, sostenendo di averla contattata alle 22:05 del 29 maggio. Anche in questo caso, all’allarme non avrebbe fatto seguito alcun intervento: «Le autorità – scrive Alarm Phone – sono state informate della barca in difficoltà. Un’imbarcazione della Marina Militare ha monitorato la situazione da vicino ma non ha offerto assistenza. Condanniamo questi continui atti di mancata assistenza e richiediamo adeguato soccorso immediatamente!».

La cronaca della nottata

Alarm Phone ha cominciato a monitorare la situazione dalle 22:00 del 29 maggio. «Siamo stati contattati da una barca in difficoltà al largo della Libia. Le 90 persone a bordo hanno visto vari velivoli e un elicottero militare nelle vicinanze», è il primo messaggio di aiuto inoltrato dall’ong.

Alle 23:47 la seconda richiesta di soccorso: «Le persone a bordo ci hanno detto che un lato del gommone si è sgonfiato e sta entrando acqua. Non hanno più carburante e sono alla deriva». Il racconto della nottata si fa più intenso dopo la mezzanotte.

Ore 0:13: «Siamo riusciti a parlare di nuovo con le perone a bordo, temono che i bambini muoiano di ipotermia». La situazione è grave: sul barcone ce ne sono 15, il più piccolo ha 9 mesi.

All’appello di Alarm Phone si unisce quello di un’altra ong, Mediterranea Saving Human: «È necessario un intervento urgente, in zona c’è la nave P490 Cigala Fulgosi della Marina Militare».

L’aggiornamento successivo è delle 4:50 della mattina del 30 maggio:

Alle 6:37, scrive Alarm Phone su Twitter – le persone a bordo ci hanno contattati di nuovo. Vedono un elicottero volare intorno a loro ma non vedono alcuna imbarcazione. Ci chiedono se siamo a conoscenza di una possibile operazione di soccorso in arrivo, ma anche noi non sappiamo nulla.

Dopo le 8, i migranti annunciano di aver visto un’imbarcazione. Passano 25 minuti e viene dato l’annuncio della morte della bambina.

Sullo stesso tema