Via alla riorganizzazione M5S: fuori Fraccaro e Catalfo arrivano due nuovi probiviri

Dopo il voto online sulla leadership dei 5 Stelle, Luigi Di Maio ha accettato le dimissioni di due dei membri dell’organismo interno al Movimento

Con una votazione online saranno scelti due nuovi probiviri M5S, dopo le dimissioni del ministro Riccardo Fraccaro e della senatrice Nunzia Catalfo, accettate da Luigi Di Maio. «Entrambi portavano avanti questo compito con grandissima generosità e per questo li ringrazio di cuore, ma erano entrambi impegnati uno con il ruolo di Ministro e l’altra con quello di presidente della Commissione lavoro al Senato» ha scritto il capo politico M5S sul blog delle Stelle.

Ho comunicato a Luigi Di Maio le mie dimissioni dal Collegio dei probiviri. Da oggi quindi non farò più parte…

Posted by Riccardo Fraccaro on Friday, May 31, 2019

Parte così la riorganizzazione interna ai 5 Stelle annunciata dopo l’esito delle elezioni europee e chiesta da numerosi esponenti M5S nella riunione serale del 29 maggio. Nell’organo interno al Movimento 5 Stelle che vigila sul rispetto del codice etico dei 5 Stelle, potrebbero «arrivare persone che hanno svolto già i due mandati o che stanno per terminarli», spiega Di Maio lasciando intendere che il vincolo dei due mandati dovrebbe essere mantenuto.

I probiviri finora erano tre (Fraccaro, Catalfo e Paola Carinelli) e avevano deciso ad esempio di avviare l’istruttoria su alcuni parlamentari considerati ‘dissidenti’, che ha portato poi all’espulsione di Gregorio De Falco.
Già ieri Fraccaro, dopo il pranzo con il capo politico M5S e il ministro Bonafede, aveva sottolineato la necessità di dover «cambiare molte cose» dopo la batosta elettorale.

Dopo i risultati delle elezioni Regionali (Abruzzo, Sardegna, Basilicata) Luigi Di Maio aveva annunciato dei possibili cambiamenti, parlando della possibilità di aprire ad alleanze con liste civiche e nominare nuovi referenti sul territorio. Cambiamenti non ancora avvenuti.

La ‘nuova fase’ dei 5 Stelle riparte anche dalla conferma di Di Maio alla guida del M5S dopo la votazione del 30 maggio sulla piattaforma Rousseau. Ma se il capo politico aveva sottolineato il «record mondiale» dei partecipanti al voto, un altro dei 5 Stelle della prima ora, Roberto Fico, aveva posto l’accento sul senso di smarrimento dopo il voto: «Non lo so più che cos’è questo Movimento».