Viceministro Garavaglia indagato, nuovo caso nel Governo? Di Maio: «Se colpevole, passo indietro»

Per il vicepremier, il viceministro all’Economia deve comportarsi come Rixi, E sul sindaco di Legnano dice: «Nel M5S non sarebbe mai accaduto»

«Prima di tutto auguro a Garavaglia di essere innocente. Se non dovesse essere così auspico quello che è successo con Rixi, cioè un passo indietro del diretto interessato». Le parole sono quelle del vicepremier Luigi Di Maio durante un’intervento a Radio24, a proposito dell’indagine della Corte dei Conti sul viceministro dell’Economia.

Poi, parlando del sindaco leghista di Legnano, Di Maio prosegue spiegando che si tratta di «un caso che non sarebbe mai avvenuto nel Movimento 5 Stelle. Ne abbiamo avuto uno in 10 anni, lo abbiamo espulso e deve stare lontano da noi per chilometri».

Le indagini a carico di Garavaglia

Il viceministro della Lega Massimo Garavaglia è indagato dalla Corte dei Conti per danno erariale per la «vendita sottoprezzo» del Palazzo Beretta a Milano. Un danno il cui valore oscillerebbe tra i 2 e 13 milioni di euro per la vendita e di altri 6 milioni per la locazione.

Secondo i pm contabili Garavaglia quando era assessore lombardo avrebbe assunto «un ruolo propulsivo del procedimento contrattuale» della vendita da parte di Ats Milano di un palazzo «pressando per la conclusione della vendita» e svolgendo «di fatto la regia dell’intera operazione, nonostante la posizione di conflitto d’interesse discendente dal cumulo dell’ufficio di consigliere nel cda di Cassa Depositi e Prestiti».

La vicenda risale al 2016, l’immobile, di proprietà della Asl 1 di Milano (oggi Ats) fu venduta Cassa depositi e prestiti per 25 milioni. La Cassa depositi e prestiti ha poi venduto l’immobile a 38 milioni alla società Beni Stabili. La Ats si trovò così a pagare un affitto di 6 milioni l’anno. Una compravendita che gli stessi pm definiscono «dalle finalità incomprensibili».

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