Proteste anti-migranti nelle periferie romane: il ritorno di CasaPound a Settecamini

Stavolta l’obiettivo è un edificio inutilizzato che nei prossimi giorni diventerà un centro d’accoglienza

La periferia romana si accende di nuovo: dopo i fatti di Torre Maura e Casal Bruciato, potrebbe essere la volta di Settecamini, quartiere della periferia est della Capitale.

«Oggi abbiamo scoperto che sono in corso preparativi in una struttura di largo Chiaro Davanzati, a Settecamini, per essere adibita a centro di accoglienza di chissà quanti immigrati».

La dichiarazione arriva da Mauro Antonini, responsabile del Lazio per CasaPound Italia, che ieri mattina (13 giugno) alle 10.30 ha assistito al «trasloco» di letti e mobilio vario nella stessa struttura diventata centro di accoglienza nel 2013 dopo un cambio di destinazione d’uso.

Antonini, dopo un sopralluogo nel centro, ha rilasciato una nota stampa: «Avevamo discusso con la proprietà l’ipotesi di trasferire in quell’immobile inutilizzato i carabinieri di Settecamini, “sfrattati” dalla caserma dopo il cedimento del tetto», spiega.

E poi: «Seppur in modo assolutamente informale, tutto sembrava andare nel verso giusto. Stamattina ci siamo trovati davanti alla responsabile di una cooperativa e a quattro pachistani che stavano scaricando letti per chissà quanti immigrati».

Raggiunto al telefono, Antonini spiega che i fascisti del terzo millennio sono già in allerta e che sono pronti a muoversi nel caso ce ne fosse bisogno. «Non escludo una mobilitazione da parte dei cittadini», ha detto.

E precisa che il mirino è puntato prima di tutto sul Comune di Roma. «Con la complicità delle istituzioni, a Roma purtroppo ancora non si ferma il business dell’accoglienza, ancora una volta sulla pelle dei residenti e delle periferie».

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