L’inesorabile ritiro dei ghiacciai nelle Alpi dei Tauri occidentali – Le proiezioni del Cnr

Il ritiro dei ghiacciai è evidente nelle Alpi italiane e le proiezioni future non promettono bene

In Italia sono stati resi noti dagli Istituti di scienze marine e di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), i risultati di uno studio focalizzato sui ghiacciai delle Alpi dei Tauri occidentali, pubblicato sul Journal of Glaciology e rilanciato su le Scienze.

Un recente studio della Nasa in parallelo col Noaa aveva già messo in evidenza – basandosi su decenni di rilevazioni sull’aumento della temperatura – i collegamenti tra l’attività industriale e il riscaldamento globale. Altre ricerche recenti confermano i collegamenti tra cambiamenti climatici e ritiro dei principali ghiacciai nel mondo.

Un fenomeno difficile da ignorare

Da oltre trent’anni si è osservata a Nord delle Alpi italiane una riduzione del 40% della superficie dei ghiacciai, un fenomeno che ormai chi vive in nei pressi di quelle zone ha potuto notare e che difficilmente può essere ignorato.

Ulteriori proiezioni (che non sono previsioni, ma ci dicono cosa potrebbe succedere se i fattori che provocano un fenomeno non dovessero cambiare) stimano entro il 2100 un peggioramento di questa tendenza, con un ritiro dei ghiacci in lunghezza oltre il 35%, mentre la riduzione della superficie supererà il 60%. 

Lo studio riguarda in particolare il settore settentrionale delle Alpi, quello dei Tauri occidentali, in prossimità dell’Austria. In questa zona sono stati analizzati 46 dei 63 ghiacciai censiti nel 1962, sette dei quali con una superficie che supera il chilometro quadro. 

Le proiezioni rispecchiano un fenomeno già in corso

Il modello matematico usato dai ricercatori del Cnr stima il comportamento dei ghiacciai nel caso si avverassero le proiezioni sulla temperatura media del pianeta, con un superamento dei 2,7°C entro il 2100, ma sappiamo che esistono analisi ben più pessimiste.

La zona dei Tauri occidentali è piuttosto importante per studi di questo tipo, visto che i suoi ghiacciai rappresentano il 95% di tutti quelli presenti nel territorio italiano. Del resto non si tratta di un fenomeno nuovo: oggi contiamo già almeno 26 ghiacciai che sono di fatto vicini a scomparire, tanto che non sono stati trattati nel modello dei ricercatori.

«La grande riduzione delle loro dimensioni indicata da questo studio, unita alla scomparsa già in corso dei 26 ghiacciai più piccoli (e per questo non trattati dal modello), significherebbe l’estinzione di quasi la totalità degli esistenti ghiacciai entro la fine di questo secolo, lasciando sopravvivere forse solo i tre ghiacciai vallivi che mostrano riduzioni più contenute rispetto ai ghiacciai montani».

Sullo stesso tema: