Migranti, la “nave madre” sequestrata è giunta al porto di Licata – Il video

I sette membri dell’equipaggio, sei di nazionalità egiziana e un tunisino, sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

È giunto nel porto di Licata (Agrigento) il peschereccio – intercettato dalla Guardia di Finanza al largo di Lampedusa – che trasportava 81 migranti, di cui 75 uomini, 3 donne e 3 bambine, poi trasbordati su un barchino e, infine, tratti in salvo e fatti sbarcare a Lampedusa.

Le Fiamme Gialle hanno fermato i 7 membri dell’equipaggio, sei di nazionalità egiziana e un tunisino, che ora sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La “nave madre”, intanto, è stata scortata in porto dalle motovedette del reparto operativo aeronavale delle Fiamme Gialle; ad attenderla a terra i militari del nucleo Pef di Agrigento e del Gico di Palermo. L’indagine è condotta dalla Procura di Agrigento.

Le immagini inequivocabili

Quelle immagini girate con un drone non lasciano spazio a dubbi. Si vede un peschereccio, la “nave madre”, che traina un barcone dalla Libia verso l’Italia. A un certo punto si ferma, fa accostare l’imbarcazione, uno scafo bianco con un motore, e comincia il trasbordo di decine di persone. Sono migranti che indossano magliette colorate e giubbotti di salvataggio.

Il video

I migranti si accalcano stretti l’uno all’altro sullo scafo, alcuni scendono attraverso i boccaporti sotto coperta: si sa che sono quelli che hanno pagato meno per la traversata e che sarebbero i primi a morire se qualcosa dovesse andare storto, ricostruisce ancora Agi.

Poi l’equipaggio del peschereccio scioglie le cime e si allontana per far ritorno verso il porto libico da cui è partito. Ma non ci riescono grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine italiane. La scena è stata filmata da un drone dell’operazione Frontex e diffusa da fonti del Viminale ieri 21 giugno.

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