Il Pd litiga (anche) sulla Libia e Zingaretti diserta l’assemblea dei deputati Dem

Il Partito Democratico ha presentato una risoluzione non firmata da Matteo Orfini e altri 5 deputati Dem. I punti di contrasto riguardano in particolare il ruolo della Guardia costiera di Tripoli nella ricerca e salvataggio dei migranti

Non sono bastate tre ore di riunione ai deputati del Partito Democratico per trovare un accordo sulla posizione del partito sul rafforzamento della missione italiana in Libia.

Così domani a Montecitorio, quando si voterà sulla proroga delle missioni internazionali, i deputati Pd dovranno scegliere se votare la risoluzione promossa dal proprio partito (prima firmataria Lia Quartapelle), o quella proposta da Sinistra Italiana, +Europa e Liberi e Uguali ma firmata anche da sei parlamentari Dem tra cui Matteo Orfini. A meno che la riunione fissata prima del voto in aula per la mattina, porterà in extremis a una soluzione condivisa.

Il deputato Orfini, che pochi giorni fa era salito a bordo della Sea Watch 3, ha detto: «È incredibile e inaccettabile che ancora una volta Gentiloni e Minniti si sottraggano a questa discussione in una sede politica. Sono stato presidente del Pd per 5 anni e tutte le discussioni più laceranti le ho portate in sede di partito. Questa volta non si è fatta nessuna riunione prima di presentare le risoluzioni, nonostante lo abbia chiesto più volte».

Sulla nave della Ong tedesca era salito anche il capogruppo alla Camera Pd Graziano Delrio, che al termine dell’assemblea dei deputati ha dichiarato: «Adesso ci prendiamo qualche ora per ragionare e riferire al segretario (Nicola Zingaretti, ndr) sul dibattito che oggi c’è stato e parlarne insieme per capire se su quell’ultimo punto che ha segnato la differenziazione sia possibile trovare un comportamento unitario in aula, come auspico si possa fare».

La mediazione, affidata a Dario Franceschini, potrebbe portare i deputati Pd a uscire dall’aula nel momento in cui si voterà il supporto alla guardia costiera libica – inaffidabile secondo molti osservatori – per evitare di votare in modi differenti.

Il segretario del Pd Zingaretti si è tenuto lontano dall’assemblea a Montecitorio, anche se molti deputati avessero auspicato la sua presenza. Oltre a Matteo Orfini, i deputati più vicini all’ex segretario Renzi desiderosi di ottenere pubblicamente il sostegno alla politica sulla Libia fatta dall’allora ministro dell’Interno Marco Minniti: fu proprio il governo Gentiloni a siglare l’accordo con la Libia che la maggioranza Lega-5 Stelle vuole prolungare.

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