Acqua razionata nel campo nomadi, la decisione del vicesindaco di Asti: «634mila euro di bollette non pagate»

Dopo l’annuncio del vicesindaco di Fratelli d’Italia sono stati inseriti dei limitatori per l’erogazione dell’acqua

Il vicesindaco di Asti Marcello Coppo ha imposto il razionamento dell’acqua potabile nel campo nomadi di via Guerra, nella periferia del capoluogo piemontese. Già a fine giugno scorso, Coppo aveva annunciato che avrebbe iniziato a batter cassa per i mancati pagamenti: «Ho chiesto loro di iniziare a pagare la quota di quest’anno, circa 60.000 euro, più un acconto per le bollette passate per un totale di 100.000 euro». 

«Se entro pochi giorni non sarà effettuato il versamento – aveva annunciato il vicesindaco – farò attivare il sistema di razionamento dell’acqua su tutto il campo. Questo significa che garantiremo a ogni residente il consumo di 80 litri al giorno». 

Dopo una settimana, però, non pervenuto il pagamento, Coppo ha deciso di passare alla razionamento: «Oggi abbiamo provveduto al razionamento dell’acqua al campo sinti di via Guerra. Con un passivo di circa 634mila€ di bollette non pagate, siamo i primi che fanno qualcosa di concreto per risolvere l’emorragia di soldi», scrive Coppo su Facebook. 

L’annuncio del razionamento dell’acqua

«La stessa misura – continua il vicesindaco di Fratelli d’Italia – sarà presa anche per gli altri. Si passerà da circa 36mila metri cubi di acqua all’anno a poco più 2mila metri cubi, con un risparmio (viste le nuove tariffe in vigore) di circa 100mila€ all’anno».

I mancati pagamenti risalgono sino al 2003, e hanno creato un passivo di circa 634 mila euro al comune di Asti. I residenti del campo nomadi non avranno modo più modo di utilizzare l’acqua eludendo i contatori e le bollette, ma avranno comunque a disposizione 80 litri pro capite al giorno. Coppo però avvisa: «Se il limitatore dovesse essere manomesso, per qualunque motivo, l’acqua sarebbe immediatamente interrotta in tutto il campo».

Il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, sostiene l’idea del suo vice: «Si tratta di una semplice operazione di equità. Tutti gli astigiani pagano l’acqua e i nomadi di via Guerra, che sono astigiani come gli altri, non l’hanno pagata per tanti anni. Adesso basta. Oltretutto siamo stati di manica larga perché la legge prevede di erogare almeno 50 litri pro capite al giorno e noi abbiamo deciso di garantirne 80».

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