Le stime della Commissione Ue: l’Italia è ancora all’ultimo posto nell’Eurozona, cresce del +0,1%

Previsioni d’estate in linea con quelle pubblicate a Bruxelles lo scorso maggio: l’Italia stenta ad allontanarsi da uno stato di stagnazione

Non ci sono sorprese rispetto alle ultime previsioni economiche pubblicate a maggio: la Commissione europea ha confermato una crescita per l’Italia del +0,1% nel 2019 e del +0,7% nel 2020. Non è recessione, ma gli altri Paesi europei viaggiano a tutt’altra velocità.

I dati, resi pubblici a Bruxelles il 10 luglio, contengono come indicatori solo il Pil e l’inflazione. Si tratta infatti di «stime intermedie», pubblicate dalla Commissione due volte all’anno. Le previsioni economiche complete sono divulgate a novembre.

La conferenza stampa di Pierre Moscovici

Alle 11:20 è iniziata la conferenza stampa del commissario Ue all’economia Pierre Moscovici. Ma alcuni numeri erano stati già anticipati dal vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis. Il politico lettone ha confermatp la crescita economica diffusa, ma con ampie differenze. Se l’Italia resta fanalino di coda, poco sopra la stagnazione, la crescita dell’Eurozona si attesta intorno al +1,2% per il 2019 e al +1,4% per il 2020.

Un 2020 che spaventa

La crescita dell’Italia nel 2019 è «marginale», dicono da Bruxelles. E, nonostante la «ripresa moderata» del 2020, «non ci si attende che l’attività economica rimbalzi significativamente prima della fine dell’anno. I rischi alla crescita restano pronunciati, specialmente nel 2020, quando le politiche di bilancio affrontano particolari sfide».

Top e flop

Nelle nuove previsioni economiche della Commissione europea, è Malta in cima alla lista dei Paesi in crescita: nel 2019 (+5,3%), seguita da Ungheria e Polonia (+4,4%), e dall’Irlanda (+4%). In fondo alla classifica, ma prima dell’Italia, c’è la Germania (+0,5%), che però nel 2020 recupererà, crescendo del +1,4%.

La mappa europea delle previsioni economiche del 2019

Il mondo del lavoro italiano

«Dopo la perdita di posti di lavoro nella seconda metà del 2018, l’occupazione è salita marginalmente nei primi cinque mesi del 2019 e la disoccupazione è scesa sotto il 10% – si legge nel rapporto della Commissione Ue -. Ma la debole attività economica è probabile pesi sul mercato del lavoro come indica il numero in crescita dei lavoratori e le aspettative delle imprese sull’occupazione, spiccatamente più basse».

Il governo Conte si salva in calcio d’angolo

«Le tensioni sui mercati sono recentemente scemate, prima a causa delle aspettative di allentamento della politica monetaria e poi ulteriormente aiutate dalla correzione dei conti adottata dal governo (Conte, ndr) con l’assestamento di bilancio – scrive la Commissione nel documento sulle previsioni economiche dell’Italia – La correlata compressione dei tassi sul debito, se sostenuta, potrebbe alleggerire i costi di funding delle banche e sostenere il credito alle imprese».

I fattori che contribuiscono alla crescita del Pil italiano

L’economia Ue soffre le tensioni internazionali

«Le prospettive a breve termine dell’economia europea sono offuscate da fattori esterni, come le tensioni commerciali globali, e da una significativa incertezza politica – scrive la Commissione -. Questi fattori pesano sulla fiducia nel settore manifatturiero, il più esposto al commercio internazionale, e indeboliranno le prospettive sul resto dell’anno».