Ursula Von der Leyen, l’affondo ai sovranisti: «Soccorrere persone in mare è un obbligo»

All’esordio davanti ai leader dei gruppi dell’Europarlamento, la candidata designata alla guida di Bruxelles ha parlato anche di salario garantito

Sono partiti i lavori nei palazzi di Bruxelles. La candidata alla presidenza della Commissione europea, la tedesca Ursula von der Leyen ha fatto oggi il suo esordio in occasione della riunione con i presidenti dei gruppi politici al Parlamento europeo.

L’immigrazione

Von der Leyen ha affondato il colpo prima sul tema dell’immigrazione: «È importante aiutare in mare ogni persona che si ritrova su imbarcazioni di fortuna» e per questo è necessario «ridare vita alla missione Sophia».

Il soccorso dei migranti in mare «è un principio di base», ha spiegato Von der Leyen: «soccorrere le persone in pericolo in alto mare è un obbligo. Ecco perché è estremamente importante ridare vita alla missione Sophia e trovare una soluzione a questo problema».

Von der Leyen ha poi definito «intollerabile» la situazione nel Mediterraneo e ha ricordato che la marina tedesca, nell’ambito dell’operazione Sophia, ha salvato 22 mila persone.

«Nella mia qualità di ministro, nel 2015 ho potuto vedere questo dramma che non cessava di aggravarsi. Mi ricordo delle numerose persone che sono morte a Lampedusa. All’epoca avevo deciso di inviare la marina tedesca sul posto per offrire un aiuto umanitario».

Secondo la candidata alla presidenza della Commissione, «questa questione non può essere affrontata da soli. Penso che tutti sappiate che questo dramma che si gioca nel Mar Mediterraneo può essere superato solo se abbiamo una posizione europea forte in materia di immigrazione». 

Infine, la candidata ha detto di rendersi conto che «alcuni Stati membri costieri si sentano soli. Una riforma di Dublino è una prossima tappa a cui dobbiamo pensare insieme. I paesi costiere non devono affrontare il problema da soli. Dobbiamo intervenire come europei per migliorare il sistema di Dublino» e «lottare contro l’immigrazione illegale», ha concluso von der Leyen.

Il salario minimo

«Mi batterò» per l’introduzione «di un salario minimo in ogni paese» della Ue. Con queste parola la Von der Leyen ha poi virato sul tema del salario minimo.

«Le persone hanno paure, speranze, sogni e aspirazioni e l’Europa può dare posti di lavoro, prospettive, stabilità e sicurezza. Sono convinta che può farlo: in ogni Paese, il lavoro deve dare di che vivere. Per questo mi batterò per un salario minimo in ogni Paese», ha aggiunto Von der Leyen in un passaggio del suo intervento.

«Abbiamo ascoltato la la voce della gente, specialmente dei giovani. Vogliono un’azione per il futuro del nostro pianeta, dobbiamo essere più ambiziosi, siamo già oltre il tempo limite. Dobbiamo essere più ambiziosi sugli obiettivi, la neutralità climatica entro il 2050 è una necessità assoluta. Coniugare il rispetto per il clima e una forte crescita economica è possibile», ha continuato.

«Il mondo sta chiedendo più Europa, più impegno dell’Europa – ha concluso – io sono fiduciosa che potremo lavorare insieme».

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