Asti, nasce il progetto «Basta far niente». Gambiani e senegalesi insieme per pulire la città

«Basta far niente»: non è un monito razzista ma l’idea di un gruppo di immigrati senegalesi e gambiani che ieri ha preso la scopa in mano e si è messo a ripulire corso Matteotti, ad Asti, e la zona vicina alla stazione.

Il progetto coinvolge più enti e realtà: il Comune di Asti, Aisap (associazione italo-senegalese di Asti e provincia), Associazione Gambiani Asti, Centro provinciale istruzione adulti (Cpia), l’associazione Ananse, la cooperativa sociale “Fa Servizi”, Croce Rossa.

Tutto nasce come un obiettivo del Comune che vuole prendersi cura della città; in questo modo ha unito un’idea fuori dagli schemi alla necessità di superare luoghi comuni e pregiudizi legati al fenomeno migratorio.

«Ho accolto con felicità questa proposta. Questo è un esempio di progetto nato dal basso, uno splendido modo di prendersi cura della città da parte di cittadini e che siano nati qui o altrove non importa. Questo è un esempio di buona cittadinanza», aveva dichiarato il primo cittadino Maurizio Rasero.

Ad unirsi all’entusiasmo del sindaco anche l’assessore ai Servizi Sociali Mariangela Cotto, dichiarando che la Asti Servizi Pubblici (azienda che eroga servizi di trasporti urbani ed extraurbani) era pronta al sostegno dell’idea. 

Ad appoggiare l’iniziativa anche diversi consiglieri comunali tra cui Francesca Ragusa, che curerà il progetto nella sua interezza. Plauso anche dal presidente del Consiglio Comunale Giovanni Boccia.

Idrissa Gueye, dell’associazione italo-senegalese Aisap , ha ricordato il suo arrivo ad Asti in un’intervista al Corriere della Sera. Ha raccontato di aver vissuto proprio nella zona che oggi lui cerca di rendere più pulita e accessibile al pubblico.

Nel presentare l’iniziativa, Gueye sottolinea che gli immigrati devono portare le cose belle della propria cultura, evitare di coinvolgersi nel degrado e anzi offrirsi per migliorare la città.

«Ho pensato che l’esempio di metterci insieme ci permetterebbe di migliorare quelle zone, insieme i cittadini possono fare tanto, così si ha una vera integrazione: ognuno portando le cose positive che ha da dare», ha detto.

In copertina: I ragazzi del progetto «Basta far niente» | Fonte: Corriere della Sera

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