Recuperati i corpi dei migranti naufragati a largo della Tunisia il 1 luglio: 68 vittime

Il gommone era partito dalla Libia e affondò il 1 luglio al largo dell’isola di Djerba e a Zarzis. Solo tre superstiti

A 11 giorni dal naufragio al largo delle coste della Tunisia, la Mezzaluna Rossa rende noto di aver recuperato i corpi di 38 migranti partiti dalla Libia e morti durante la traversata del Mediterraneo. 

I corpi dei naufraghi sono stati trovati nel sud-est della Tunisia, vicino a Zarzis, mentre altri due cadaveri sono stati rinvenuti al largo dell’isola di Djerba. Sale così a 68 il numero delle vittime del naufragio, mentre solo tre persone sono sopravvissute. 

Uno dei tre sopravvissuti ha raccontato all’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) che a bordo del gommone, partito da Zuwara in Libia e diretto verso l’Italia, erano presenti 86 persone. 

L’Oim e l’Unhcr, nelle ultime ore, hanno firmato una nota congiunta in cui richiedono che «in via prioritaria i 5.600 rifugiati e migranti attualmente detenuti nei diversi centri della Libia siano rilasciati in modo coordinato e che ne sia garantita la protezione, oppure che siano evacuati verso altri Paesi dai quali sarà necessario re-insediarli con procedura accelerata». 

Le due organizzazioni delle Nazioni Unite sottolineano come sia necessario «ogni sforzo per impedire che le persone soccorse nel Mediterraneo siano fatte sbarcare in Libia, Paese che non può essere considerato porto sicuro», sottolineando che «la detenzione di quanti sono fatti sbarcare in Libia dopo essere stati soccorsi in mare deve terminare. Esistono alternative pratiche: dovrebbe essere consentito loro di vivere nelle comunità locali o in centri di accoglienza aperti e si dovrebbero stabilire le relative modalità di registrazione». 

L’Oim e l’Unhcr richiedono infine che le navi delle flotte europee «che conducevano operazioni di ricerca e soccorso», «dovrebbero poter riprendere a svolgere questo compito vitale. Si dovrebbe istituire con urgenza un meccanismo di sbarco temporaneo che consenta una condivisione di responsabilità a livello europeo».

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