Tunisia, alla presidenziali passano gli outsider: ballottaggio tra Saied e Karoui, ma stravince l’astensione

Il ballottaggio dovrebbe essere fissato entro metà ottobre, mese in cui sono previste anche le elezioni legislative. In mattinata i risultati definitivi

La prima foto del candidato alla Presidenza della Tunisia, il costituzionalista Kaïs Saïed, è già abbastanza eloquente: bacia la bandiera, sullo sfondo il motto in arabo «il popolo vuole». Ed infatti sembra essere proprio così: con circa due terzi dei voti scrutinati, Saïed è in testa con il 18,8%, seguito dal magnate Nabil Karoui, attualmente in carcere con l’accusa di riciclaggio ed evasione. Adesso i due ‘outsider’ della politica Tunisina dovrebbero andare al ballottaggio entro novembre, nelle seconde elezioni libere per il presidente della Repubblica dalla Rivoluzione dei gelsomini del 2011.

In testa gli outsider

Dovrebbero vincere gli outsider dunque a scapito dei candidati del Governo: quarto e quinto posto rispettivamente per il ministro dimissionario della Difesa, Abdelkrim Zbidi, con il 10,3%, e il premier uscente Youssef Chahed con il 7,4%. Terzo classificato invece il numero due del partito islamico Ennhadha, Abdelfattah Mourou, con il 13%.

A marcare il generale senso di insoddisfazione è la bassa affluenza: 45,02% rispetto a circa 64% nel 2014. Se le differenze tra i primi tre candidati sono piccole, più netto invece il distacco (e la sconfitta) dei candidati di Governo, su cui pare essere pesato la lenta crescita economica e l’alta disoccupazione, soprattuto tra i giovani (al 34% circa rispetto a una media del 15%) nel Paese.

Chi è Kaïs Saïed, possibile successore di Essebsi

All’origine del voto è la morte a 92 anni del presidente Beji Caid Essebsi lo scorso luglio, il primo presidente della repubblica tunisina eletto democraticamente nel 2014 con voto a suffragio universale. Essebsi ha ereditato il compito non facile di traghettare il Paese durante la transizione dal regime di Ben Ali, finito con la Rivoluzione dei gelsomini, nel contesto della Primavera Araba.

Anni in cui Kaïs Saïed ha compiuto i primi passi della sua ascesa politica, apparendo frequentemente in televisione negli anni successivi come ospite dei talk show. Un costituzionalista di formazione conservatrice, Saïed in passato ha difeso la pena di morte, la criminalizzazione dell’omosessualità e una legge sulle aggressioni sessuali che sanziona le effusioni in pubblico tra coppie non sposate.

Leggi anche: