Parigi premia Sea Watch: medaglia a Rackete. E ora la invita anche il Parlamento Europeo

Anche il Parlamento Europeo vorrebbe incontrare Carola per capire se è stata vittima di violazioni di libertà civili

Sta con Carola Rackete l’Europa che si oppone ai sovranismi. Il ministro dell’Interno, la portavoce del governo, 62 deputati francesi e ora anche la città di Parigi si sono espressi a suo sostegno e contro il suo arresto in Italia. E anche la Commissione Libertà civili e giustizia del Parlamento europeo vuole conoscere la capitana della Sea Watch.

La Francia con Carola

La città di Parigi ha deciso di conferire a Carola Rackete e Pia Klemp, capitane della Sea Watch 3, la medaglia «Grand Vermeil», massima onorificenza del comune. La medaglia vuole simboleggiare «la solidarietà e l’impegno di Parigi per il rispetto dei diritti umani» e va alle due operatrici umanitarie tedesche «ancora perseguite dalla giustizia italiana» si legge in un comunicato del municipio della capitale francese.

Il consiglio comunale ha anche votato l’attribuzione di un’aiuto di 100.000 euro a SOS Mediterranée «per una nuova missione di salvataggio in mare dei migranti». La ONG francese ha infatti deciso, si legge nel comunicato, «nonostante le numerose difficoltà, di armare una nuova barca con un nuovo equipaggio e un’unità di assistenza medica d’urgenza».

Dal 2014, scrive il municipio parigino, «sono morte o sparite nel Mediterraneo 17.000 persone. Di fronte a questa tragedia, la città di Parigi riafferma il suo sostegno alle donne e agli uomini che si danno da fare per il salvataggio quotidiano dei migranti in condizioni difficili».

«Associazioni come SOS Méditerranée e Sea Watch ci fanno onore e ci obbligano ad guardare in faccia l’inerzia dei governi europei. Carola Rackete e Pia Klemp sono insieme l’emblema di questa lotta, portano avanti valori europei ai quali la Città di Parigi incita ancora una volta al nostro continente a restare fedele» afferma Patrick Klugman, responsabile delle relazioni internazionali alla Mairie.

Una nuova frecciata parigina al vicepremier italiano Matteo Salvini, dopo che 62 deputati francesi avevano scritto una lettera di denuncia sull’arresto di Carola Rackete, in cui avevano affermato: «Siamo fermamente contrari alla preoccupante deriva che consiste nell’arrestare persone che salvano vite umane».

Anche la portavoce del governo francese, Sibeth Ndiaye, aveva già attaccato il ministro dell’Interno per il caso Sea Watch 3 durante un’intervista al canale francese BFMTV, affermando che la Francia era pronta ad accogliere «10 degli sbarcati dalla Sea watch 3».

Così come il ministro dell’Interno Christophe Castaner, che aveva affermato che la decisione del governo italiano di arrestare Rackete era stata presa, «in violazione del diritto internazionale del mare, mentre degli sbarchi di persone soccorse in mare continuano a prodursi in Italia, tanto da navi di Ong che della guardia costiera italiana».

A lui il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini aveva risposto:  «Difendere i confini nazionali non è un diritto ma un dovere. L’Italia non prende lezioni da nessuno e dalla Francia in particolare – aggiunge Salvini – che ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia e abbandonava immigrati nei boschi italiani».

La capitana a Strasburgo

La Commissione Libertà civili e giustizia del Parlamento europeo vuole conoscere Carola Rackete, l’ha riferito (polemico) l’europarlamentare di FI, Fulvio Martusciello. Secondo Repubblica, che cita fonti parlamentari del PPE, rappresentanti del gruppo della Sinistra unitaria (Gue) avrebbero proposto di invitare la capitana della Sea Watch 3 durante una riunione dei rappresentanti dei gruppi paramentari tenutasi l’11 luglio.

La richiesta sarebbe stata accolta ma non ancora formalizzata, in attesa della plenaria di fine luglio. «La decisione della commissione Libe di invitare come speaker in parlamento europeo Carola Rackete è profondamente sbagliata», commenta l’europarl Martusciello, «abbiamo chiesto che a quella stessa commissione possa partecipare anche un rappresentante della guardia di finanza e del Ministero dell’interno italiano per difendere l’onore del nostro paese. Spiace davvero che alcuni gruppi si prestino a queste iniziative che hanno come unico scopo quello di danneggiare l’immagine dell’Italia».

Lo scopo dell’audizione sarebbe quello di capire se sono avvenute violazioni delle libertà civili. Intanto è stata depositata il 12 luglio in procura a Roma la denuncia a carico di Salvini per diffamazione e «discorso d’incitamento all’odio» ai danni di Rackete. L’avvocato della capitana ha già chiesto il sequestro degli accounti Twitter e Facebook del ministro dell’Interno.

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