Il governo Macron apre alla fecondazione assistita per coppie lesbiche. No alla maternità surrogata per i gay

Fecondazione in vitro per tutte. Questa è la novità presentata dal governo francese di Emmanuel Macron dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri. Il governo ha varato ieri un pacchetto di leggi, che dovrà essere discusso e approvato poi dal Parlamento nel prossimo autunno, che dà una svolta alla fecondazione medicalmente assistita.

Non sarà infatti più prerogativa di coppie etero con problemi genetici trasmissibili o sterili poter accedere alla pratica, ma, stando a quanto previsto dalla nuova legge, l’iter potrà essere intrapreso anche dalle coppie lesbiche. Il percorso diventerà quindi legale e rimborsabile.

Le nuove norme presentate in aula dal ministro della Salute, della Giustizia e della Ricerca, porteranno con sé altre novità: prima fra tutti l’abbandono dell’anonimato per i donatori di sperma; in questo modo, i bambini concepiti in provetta, una volta diventati maggiorenni, potranno accedere ai dati del loro padre biologico.

Questo vuol dire poterne conoscere le caratteristiche fisiche ma anche l’identità, sempre che l’uomo abbia dato il consenso prima della donazione. In secondo luogo, ci sarà la possibilità da parte delle donne di poter conservare e dunque congelare gli ovociti senza che ci sia necessariamente una ragione medica.

La battaglia in Parlamento, che finora ha trovato il no secco da parte della destra e del mondo cattolico, sarà condotta da un’esponente di En Marche, Laurence Vanceunebrock-Mialon, ex poliziotta, lesbica e madre di due bambine. Restano fuori dai giochi le coppie gay per volontà dell’esecutivo che si è detto contrario alla maternità surrogata.

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