Riforma della Giustizia: cosa prevede la bozza di accordo Lega-M5S. Oggi faccia a faccia nel Cdm

Non c’è alcun riferimento alle intercettazioni, perché le posizioni tra i due partiti sono molto distanti. Il partito di Salvini vuole chiedere numerose modifiche, ma potrebbe pazientare fino al passaggio parlamentare

Quello che conta è il testo che uscirà – salvo sorprese – dal Consiglio dei Ministri di questo pomeriggio per capire come cambierà il processo civile e penale in Italia. Il Movimento 5 Stelle proverà a far chiudere la riforma che, per usare un’espressione cara ai parlamentari M5S, il Paese «attende da 20 anni». Ma agli alleati del Carroccio non sfugge che tra i temi del giorno avrebbe dovuto esserci anche l’autonomia differenziata. E invece non c’è.

Così dalla riunione di ieri, 30 luglio, che ha preceduto il Cdm è stata formulata una bozza di accordo, che dovrà però superare il test degli alleati di governo della Lega. Il partito di Matteo Salvini vuole chiedere numerose modifiche, ma potrebbe pazientare fino al passaggio parlamentare. E il confronto/scontro tecnico passerà soprattutto da due avvocati: il premier Conte e il ministro leghista Bongiorno, oltre ovviamente il Guardasigilli Bonafede (anche lui avvocato).

Indagini e durata del processo penale

Tra le novità più importanti ci sono quelle sulle indagini e sulla durata del processo penale. Scomparsi dal testo due temi cari al Carroccio: la separazione delle carriere dei magistrati e il limite alle intercettazioni. Si potrà richiedere la proroga delle indagini preliminari «per una sola volta e per un termine non superiore a sei mesi», si legge nella bozza che Open ha potuto visionare. Questo termine potrà essere più ampio solo in alcuni casi specifici.

Bozza del 30 luglio 2019

Udienza filtro per evitare processi inutili

Per i processi davanti a un tribunale monocratico, viene introdotta un’udienza in cui un giudice diverso da quello del dibattimento dovrà filtrare i fascicoli del pubblico ministero: quest’udienza-filtro dovrebbe servire per «evitare l’instaurarsi di processi dibattimentali ritenuti “inutili” o meglio il cui esito appare destinato a concretarsi in un proscioglimento».

I magistrati in politica

Per contenere la durata del processo civile e penale, sarà introdotta l’ipotesi di «illecito disciplinare a carico del magistrato che non abbia svolto con diligenza e tempestività le sue funzioni». I magistrati che si dedicano alla politica e scelgono di candidarsi potranno rientrare solo in ruoli amministrativi e non in quelli ordinari e in una regione diversa rispetto alla circoscrizione in cui si sono candidati.

Il processo civile

Nella parte dedicata al processo civile c’è poi un’attenzione riservata all’invio telematico dei documenti: nel processo civile il deposito dei documenti di parte dinanzi al giudice competente (…) deve avvenire con modalità telematiche, anche diverse dalla posta elettronica certificata (art.7).

La riforma del Csm

La seconda parte del disegno di legge è dedicata alla riforma del Csm, recentemente travolto dagli scandali per gli intrecci pericolosi tra magistratura e politica. Il numero dei componenti del consiglio superiore della magistratura viene aumentato da 20 a 30. Viene introdotto il meccanismo del sorteggio per i componenti togati del Csm.

Bozza del 30 luglio

Nella prima fase si individuano con un sorteggio i magistrati candidabili, pari al venti per cento degli eleggibili; mentre la seconda fase comporta l’elezione dei magistrati che, tra quelli sorteggiati, si siano candidati. «Ho il dovere di liberare il Csm dalle derive del correntismo», ha detto il ministro Bonafede.

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