Minacce di morte su Twitter al giornalista Ruotolo. Lui: «Ho denunciato»

La minaccia è arrivata a commento di un post critico contro Salvini

La Federazione nazionale della stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania hanno espresso la loro solidarietà al giornalista Sandro Ruotolo per le minacce ricevute. «Fossero tutti come te con un proiettile alla nuca ne toglieremmo 6», ha scritto un utente a commento di un post del giornalista.

Vi ricordate il post dell’altro giorno in risposta alla “zingaraccia” del ministro dell’interno? “Io sono terrone, io…

Posted by Sandro Ruotolo on Saturday, August 3, 2019

Il commento minaccioso

La minaccia è arrivata dopo che il giornalista aveva aveva pubblicato un tweet contro Matteo Salvini e in particolare contro la sua dichiarazione sulla “zingaraccia”: «Io sono terrone, io sono zingaro, io sono ebreo, io sono musulmano. Io sono io, e tu non sei nessuno. #salvinidimettiti», aveva twittato il Ruotolo.

«Vi ricordate il post dell’altro giorno in risposta alla “zingaraccia” del ministro dell’interno?», scrive scrive il giornalista nel post in cui condivide la minaccia.

«Ebbene su Twitter si sono scatenati i patrioti fascisti e razzisti e molti di loro li sto bloccando. Ho fotografato e pubblico questa minaccia solo per farvi capire con chi abbiamo a che fare.

«Prima vennero per gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto…un giorno vennero a prendere me e…», conclude il giornalista nel post su Facebook, citando Martin Niemöller e invitando «gli indifferenti a schierarsi» . Dopo le molte richieste degli utenti, Ruotolo ha deciso di denunciare l’autore del commento.

Solidarietà di stampa e giornalisti

«Ruotolo, cronista sotto scorta per le minacce della Camorra, è sempre in prima linea per il diritto di cronaca, il diritto dei cittadini ad essere informati correttamente e per difendere i principi della nostra Costituzione. Saremo al suo fianco in tutte le sedi perché possa continuare ad esprimere sempre liberamente le sue idee», si legge nella nota diffusa dalla Federazione della stampa italiana.

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