Chi era Jeffrey Epstein, il miliardario suicida accusato di abusi sui minori

Dall’infanzia modesta ai legami con il fratello del principe Carlo fino al suicidio in carcere

Il miliardario, in carcere da luglio per le accuse di traffico di minori, è morto in una cella di Manhattan. Per la polizia si tratta di un suicidio e c’è già un’accesa polemica perché, sebbene avesse tentato di togliersi la vita già a fine luglio, non era sotto sorveglianza. Ma chi era Jeffrey Epstein, il finanziare vicino a Donald Trump e Bill Clinton, che negli ultimi dieci anni ha dovuto affrontare diverse cause per molestie sessuali?

Il mondo della finanza

Nato da una famiglia ebraica di Coney Island, New York, padre giardiniere e madre casalinga. Ha lavorato come professore di fisica e matematica alla Dalton School, nel quartiere dell’Upper East Side di Manhattan, benché non avesse mai finito gli studi. Un lavoro che gli ha consentito di entrare in contatto con Alan Greenberg, dirigente della Bear Stearns, un’azienda di investimenti newyorchese.

Impressionato dalla sua intelligenza, Greenberg gli offrì una posizione all’interno della società come junior assistant. Epstein scalò le gerarchie della società e nel 1982 grazie ai proficui legami instaurati nel mondo della finanza riuscì ad aprire la sua società di gestione finanziaria: la J.Epstein & Co, diventata in seguito la Financial Trust Company.

Conosciuto anche nel mondo dello spettacolo, i suoi contatti spaziavano da Kevin Spacey a Les Wexner, meglio conosciuto come il proprietario dell’azienda di abbigliamento Victoria’s Secret. Ma non solo, anche l’ex presidente americano Bill Clinton e l’attuale inquilino della Casa Bianca Donald Trump risultano tra le sue frequentazioni, così come Andrea del Regno Unito, il fratello del principe Carlo. «Investo nelle persone, che siano politici o scienziati», aveva detto una volta Epstein in merito ai suoi clienti di prestigio.

Virginia Roberts Giuffrè, una delle testimoni chiave nel caso Epstein, aveva dichiarato di essere stata tenuta come schiava del sesso da minorenne e costretta ad avere rapporti sessuali con personaggi importanti tra cui proprio il duca di York, il principe Andrea, figlio della regina d’Inghilterra.

Le accuse per molestie nel 2005

Nel 2005 il miliardario era stato denunciato dalla madre di una ragazza di 14 anni, quest’ultima attirata da altre due adolescenti nella villa di Epstein dove, per 300 dollari, si sarebbe dovuta spogliare e avrebbe dovuto massaggiare il finanziare. L’indagine dell’Fbi portò all’identificazione di altre cinque presunte vittime e 17 testimoni. Dalle indagini emerse un sistema di prostituzione ben strutturato.

Secondo una successiva inchiesta del Miami Herlad sarebbero 80 le donne che hanno affermato di essere state molestate dal magnate americano. Una ragazza di circa 16 anni si era rifiutata di fare sesso con Epstein, ma dopo i continui rifiuti lui l’avrebbe violentata e le avrebbe offerto mille dollari in contanti per scusarsi. Secondo la polizia Epstein adescava ragazze povere o che venivano da famiglie disagiate, sfruttando il loro bisogno di denaro.

Nel 2006 la polizia di Palm Beach incriminò Epstein, ma il finanziare riuscì a rimanere impunito grazie a un “non prosecution deal“, ovvero a un accordo previsto dall’ordinamento statunitense attraverso cui il pm accetta di non perseguire l’imputato in cambio del suo impegno a non reiterare il reato. Fu Alexander Acosta – l’ex ministro del Lavoro di Trump, allora procuratore della Florida – ad accettare il patteggiamento.

Epstein scontò 13 mesi di carcere e fu iscritto nel registro dei molestatori sessuali della Florida. Secondo alcune indiscrezioni Epstein riuscì a cavarsela in quanto l’accordo prevedeva l’immunità per altri presunti complici, permettendogli quindi di coprire persone ritenute molto influenti.

Il nuovo arresto a luglio

A luglio del 2019, Epstein finisce di nuovo al centro dello scandalo mediatico quando viene arrestato all’aeroporto Teterboro del New Jersey. Questa volta Epstein viene incriminato per traffico sessuale e associazione a delinquere finalizzata al traffico di minori. Il 18 luglio Epstein si era visto rifiutare il rilascio su cauzione, dopo che si era detto disponibile a versare 100 milioni di dollari. Ma per il pubblico ministero, considerato il patrimonio da più di 500 milioni di dollari, sarebbe stato facile per lui lasciare il Paese se non fosse stato tenuto in prigione.

Il 24 luglio Epstein era stato ritrovato in cella privo di sensi e con segni di ferite attorno al suo collo. Poco più di due settimane dopo, gli agenti lo hanno trovato senza vita. «Così non pagherà mai. Il suo è un ultimo atto da egoista», dicono le presunte vittime. Mentre l’America si chiede perché un uomo che aveva già provato a togliersi la vita non fosse stato posto sotto sorveglianza speciale.

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