Elezioni regionali Germania dell’Est: boom dell’estrema destra in Sassonia e Brandeburgo, ma reggono socialisti e Cdu

Partiti tradizionali in crisi e vento in poppa per l’Afd, il partito populista di destra che in Sassonia avrebbe guadagnato 17 punti

È l’Unione cristino-democratica (Cdu) a vincere le elezioni statali in Sassonia con il 32,1%. Una vittoria che registra comunque un calo di sette punti rispetto al voto del 2014, quando la Cdu aveva ottenuto il 39,4%.

Non riesce il sorpasso all’estrema destra di Alternativa per la Germania (And), che comunque ottiene il 27,5%. Un balzo rispetto a cinque anni fa del 17,8%.

Terza La Sinistra al 10,4%, con un crollo dell’8,5%, seguita dai Verdi all’8,6%, con una risalita di quasi tre punti. Il Partito socialdemocratico tedesco (SpD) registra il minimo storico del 7,7 per cento (-4,7 per cento) e si colloca soltanto in quarta posizione. Con appena il 4,5 per cento (+0,7 per cento), il Partito liberaldemocratico (Fdp) non supera la soglia di sbarramento del 5 per cento prevista dalla legge elettorale e non entrerà nel parlamento della Sassonia.

Su circa 3,3 milioni di aventi diritto al voto, la partecipazione e’ stata del 66,6 per cento, in netto aumento dal 49,2 per cento del 2014. Un dato tanto elevato non si registrava dal 1990, immediatamente dopo la riunificazione della Germania, quando in Sassonia votò urne per le elezioni statali il 72,8 per cento degli elettori.

Brandeburgo

Anche in Brandeburgo i populisti di destra hanno registrato comunque un successo, guadagnato punti, 10,4 punti per la precisione, arrivando al 22,5 percento. Rimangono primi i socialdemocratici dell’SPD, storicamente alla guida della regione, seppur con 4,4 punti in meno rispetto al 2014.

I Verdi, di cui si prevedeva un discreto successo, avrebbero guadagnato 3,3 punti in Sassonia raggiungendo il 9% e 3,8 in Brandeburgo dove sarebbero arrivati al 10%.

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