Usa, 10 anni dalla legalizzazione della marijuana: com’è andata?

Le ripercussioni non sembrano negative, tranne per quanto riguarda gli alimenti contenenti cannabis, che in Colorado sembra siano responsabili per un numero più elevato di ricoveri ospedalieri

In dieci anni gli Stati Uniti sono passati da zero a 11 stati dove l’uso di marijuana a scopo ricreativo è legale. Secondo Beau Klimer, esperto di legislazione sugli stupefacenti intervistato da Vox, numeri alla mano quindi un quarto della popolazione americana vive ora in uno stato dove l’uso della cannabis per ragioni non mediche è permesso.

E il trend sembra in crescita: New York, Florida e Arizona potrebbero approvare leggi analoghe quest’anno, spinte anche dalla volontà di lottare contro il sovraffollamento carcerario.

Le legislazioni variano da stato a stato ma in generale si applicano alle persone che hanno più di 21 anni e permettono di coltivare marijuana con un limite quantitativo. Varia invece la quantità che è consentito possedere, così come le leggi sulla vendita.

A Washington DC, per esempio, non è consentito vendere l’erba, ma è possibile regalarla. Così vengono commercializzati succhi di frutta a cui viene allegata, in omaggio, una bustina di marijuana.

Come sta andando?

In Colorado, dove la marijuana è legale da 5 anni, l’ex governatore John Hickenlooper si è opposto alla legalizzazione quando è stata votata nel suo stato, ma da allora ha affermato che ciò che temeva allora non è avvenuto.

Nello Stato, dopo la legalizzazione, è infatti aumentato l’uso tra adulti, ma non tra i giovani e il paventato aumento degli incidenti stradali non c’è stato, anche se i dati su questo sono contraddittori. È quello che emerge da un report della Colorado Division of Criminal Justice, uno dei pochi documenti ufficiali pubblicati sull’argomento.

Ciò che invece si è rivelato essere più pericoloso è il maggior consumo di generi alimentari contenenti marijuana. L’aumento dei ricoveri ospedalieri riscontrato dopo la legalizzazione sembra infatti essere legato all’aumento nel consumo di alimenti contenenti cannabis.

La cannabis, quando mischiata ai generi alimentari, ha un effetto più ritardato: questo può portare ad assumerne maggiori quantità. È il motivo per cui è più facile che avvenga una vera e propria overdose, che non è letale, ma può spingere a comportamenti paranoici.

Gli alimenti

Secondo molti commentatori, contribuisce a questo fenomeno il marketing che viene fatto dei prodotti, che spesso somigliano a innocui dolci per bambini, caramelle o barrette. Per questo motivo, in seguito alla legalizzazione, i legislatori hanno preso misure sempre più severe contro i cibi contenenti marijuana, vietandone alcuni.

Non sono ancora state rilevate conseguenze particolarmente gravi della legalizzazione della marijuana, ma il cambiamento è recente e l’industria è ancora giovane.

Se e come quest’industria nascente e il suo marketing influenzeranno le abitudini dei cittadini – negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo occidentale che guarda a riforme analoghe – rimane ancora un interrogativo.

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