Cosenza, denunciato l’uomo che ha tirato un calcio a un bimbo nero. Nei guai anche la moglie

Una testimone ha raccontato: «Ho visto quel bimbo fare un salto di due metri e accasciarsi a terra»

Cosenza, pieno centro, un bambino di tre anni di origini nordafricane si avvicina incuriosito a un passeggino. Il papà della piccola in carrozzina sferra un calcio nell’addome del bimbo per allontanarlo. Poi, il caos: alcuni passanti chiamano il 118 e la polizia. Fortunatamente, nessun danno grave per il piccolo, se non la paura e il trauma.

Gli agenti della questura di Cosenza stanno indagando sull’accaduto: un passante ha testimoniato, ricostruendo scrupolosamente la scena, e sono state acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza. La sera del 6 settembre l’uomo è stato individuato e denunciato dalla polizia. Con lui, la moglie. Si tratta di T.D., 22 anni e M.V. di 24 anni. Secondo le prime indiscrezioni, sono stati entrambi ad aver aggredito il piccolo che si era avvicinato alla loro figlia neonata. L’accusa è di lesioni personali aggravate.

L’antefatto

Pomeriggio inoltrato, via Macallè, una traversa del centralissimo corso Mazzini. È martedì 3 settembre. Tre fratellini di origine straniera (3, 8 e 10 anni) sono con la madre in sala d’attesa in uno studio medico. Ci sono molte persone ad aspettare il proprio turno: così, la signora decide di dare ai due figli dei soldi per andare a comprarsi un gelato.

Sono le 19:00. Camminando verso il negozio, il più piccolo dei tre è incuriosito da una bambina e si avvicina al passeggino. Improvvisamente, stando al racconto della testimone, il padre della bambina reagisce male e lo allontana colpendolo con un calcio sul ventre. «Ha fatto un salto di due metri e si è accasciato a terra», ha dichiarato una passante.

Il racconto della testimone

«Una scena raccapricciante. Ho visto quel bimbo fare un salto di due metri e accasciarsi a terra. Non potevo credere a quello che stava succedendo. Il mio primo pensiero è stato soccorrerlo». A dirlo all’Ansa, una ragazza che ha soccorso immediatamente il bambino.

La giovane ha confermato la sua massima disponibilità per aiutare le forze dell’ordine nelle indagini: «Voglio dare il mio contributo per rintracciare l’autore del gesto. Vorrei anche rivolgere un appello alla mamma di quei tre bambini. Vorrei che mi contattassero per sapere come sta il piccolo, poterlo riabbracciare e aiutarli, qualora avessero bisogno, anche durante il processo, se si dovesse arrivare a identificare quell’uomo».

«Non posso credere che un uomo – ha aggiunto la testimone – sferri un calcio ad un bimbo di tre anni solo perché di colore diverso dal suo. Siamo arrivati alla follia. Pensavo che la storia ci avesse insegnato qualcosa e invece ho visto con i miei occhi la cattiveria umana e questo mi ha sconvolto. Per questo ho scritto un post su Facebook, invitando quanti erano lì ad andare in questura e fornire elementi utili per identificare quell’uomo, che è anche padre. E allora mi chiedo che tipo di educazione impartisce al proprio figlio».

Lo sconcerto del sindaco

«Leggo di un raccapricciante episodio di violenza accaduto nei giorni scorsi per strada a Cosenza a scapito di un bimbo di tre anni e la cosa non può che suscitarmi indignazione e sconcerto. Resto sconvolto per le modalità del fatto e perché la circostanza si sia verificata in una via del centro della nostra città», ha commentato il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. «Qualsiasi sia il motivo, se di natura razzista o di cieca follia – ha aggiunto -, certamente si tratta di un gesto gravissimo che non può trovare alcuna giustificazione, né deve passare sottaciuto».

«Cosenza non è questa»

Occhiuto ha invitato i concittadini a stare vicino al bambino e alla famiglia vittima di questo grave episodio. «Non possiamo assolutamente tollerare l’odio inconsulto e cruento, specie quando la vittima è un bimbo piccolissimo e specie se tale violenza si verifica a Cosenza, storicamente città di inclusione e accoglienza. Fermo restando che le indagini stabiliranno le effettive responsabilità, esprimo alla famiglia della piccola vittima tutta la mia vicinanza e quella dell’Amministrazione comunale».

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