Venezia 76 e la dedica di Marinelli a chi salva i migranti, il Codacons: «Pagina imbarazzante del cinema italiano»

L’attore romano ha dedicato il premio «a tutte le persone in mare che salvano le persone che fuggono da situazioni inimmaginabili», ma le associazioni per i consumatori protestano: «La politica vince sulla qualità?»

Si sono ufficialmente spenti i riflettori sulla 76esima Mostra del Cinema di Venezia, ma prosegue la scia polemica nata dal discorso di ringraziamento di Luca Marinelli.

Il discorso dell’attore romano, vincitore della Coppa Volpi come miglior attore protagonista per l’interpretazione di Martin Eden nell’omonimo film del regista Pietro Marcello (frutto di una libera trasposizione dell’omonimo romanzo di Jack London), ha diviso l’opinione pubblica per la forte posizione umana, sociale e politica presa da Marinelli sulle Ong e sull’immigrazione

«Ho questo premio tra le mani anche grazie a un uomo di nome Jack London che ha creato questo personaggio meraviglioso, un marinaio che cercava la verità – ha detto l’attore nel discorso di ringraziamento -. Per questo vorrei dedicare questo premio a tutte le persone splendide che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono da situazioni inimmaginabili. E grazie anche per evitarci di fare una figura pessima con noi stessi e con il prossimo. Viva l’umanità e viva l’amore».

La protesta del Codacons 

Ma tra acclamazioni e malumori per il discorso, a spiccare è la protesta del Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, che ha diffuso una nota inequivocabile contro Luca Marinelli: «La Coppa Volpi come miglior attore a Luca Marinelli rappresenta una delle pagine più imbarazzanti della storia del cinema italiano».

«In questa edizione – prosegue il comunicato stampa – anche dopo la chiusura della Mostra, continuano ad arrivare al sito del Codacons messaggi di protesta perché, in modo del tutto imprevedibile, il premio come miglior attore non è andato alla splendida interpretazione di Joaquin Phoenix per il suo ruolo in Jocker (sic!) (a detta di tutti, pubblico e critica, miglior interprete tra i film in gara)». 

«Invece – continua la nota – la Coppa Volpi è andata a Luca Marinelli il quale nel suo discorso di ringraziamento (leggendo un testo già pronto!) si è abbandonato ad un pistolotto politico sulla questione dei migranti». Il comunicato si chiude infine con una singolare iniziativa: «Il Codacons intanto si ripropone di consegnare alla prima occasione utile un riconoscimento di scuse a Joaquin Phoenix a nome di tutti i veri italiani appassionati di cinema».

Una protesta non in linea con il regolamento della Mostra

Tuttavia, la protesta del Codacons va contro le regole della Mostra del Cinema di Venezia. Nel punto 6.1 del regolamento della rassegna si legge infatti che «uno stesso film non può ricevere che uno solo dei premi previsti dal Regolamento».

«In via eccezionale e in un solo caso – si specifica – sentito il parere del firettore della Mostra, la giuria potrà premiare con la Coppa Volpi o con il premio Marcello Mastroianni anche  un attore o un attrice di un film premiato con il Gran premio della giuria, il Premio per la miglior regia, il Premio speciale della giuria e il Premio per la migliore sceneggiatura».

I dubbi sulla terzietà politica del Codacons

Di conseguenza Joaquin Phoenix, attore statunitense protagonista di Joker, la pellicola diretta da Todd Phillips e vincitrice del Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia 2019, non avrebbe potuto comunque aggiudicarsi la Coppa Volpi. Inoltre, l’uscita del Codacons non ha fatto altro che suscitare dubbi sulla terzietà politica del Coordinamento delle associazioni dei consumatori. 

L’accusa di politicizzazione del Premio, infatti, è focalizzata solo sulle parole di Luca Marinelli, ma ha visto lasciare in totale disparte le dichiarazioni di Ariane Ascaride, vincitrice della Coppa Volpi come miglior attrice, protagonista del film Gloria Mundi di Robert Guédiguian.

Anche l’attrice francese, figlia di immigrati italiani in Francia, nel suo discorso di ringraziamento, ha fatto chiari riferimenti ai temi dell’immigrazione, ma le sue parole non sono divenute oggetto di controversia, né sono state menzionate nel comunicato del Codacons, benché dette nell’ambito della stessa rassegna e sullo stesso palco. 

«Sono figlia di immigrati italiani che sono fuggiti dalla miseria e sono arrivati a Marsiglia – ha dichiarato Ariane Ascaride – Questo premio mi dà la possibilità di ritrovare le mie radici. Sono figlia di stranieri e sono francese. Anche io dico che questo premio è per tutti quelli che dormono per l’eternità nel fondo del Mediterraneo».

E se di certo, almeno in Italia, il nome di Luca Marinelli catalizza maggiore attenzione rispetto a quello di Ariane Ascaride, quel che sembra essere meno certo, alla luce del comunicato, è la condizione di terzietà e d’indipendenza del Codacons rispetto ai temi politici, umani e sociali.

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