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Livorno, l’ex sindaco M5s Nogarin rischia il processo per l’alluvione che uccise otto persone

Nelle ultime ore si era parlato di Nogarin come uno fra i papabili a ricoprire un ruolo da sottosegretario nel governo giallorosso

La procura di Livorno ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco della città toscana Filippo Nagarin e per l’ex responsabile della protezione civile comunale ed ex comandante della polizia municipale Riccardo Pucciarelli nell’ambito dell’inchiesta sull’alluvione che colpì Livorno nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2017 e in cui persero la vita otto persone. Il reato contestato a entrambi è concorso in omicidio colposo plurimo. Di Nogarin si era parlato in queste ultime ore come possibile sottosegretario del nuovo governo giallorosso in quota Movimento 5 Stelle. Nello scorso febbraio aveva dichiarato, contrariamente a quanto sostenuto in precedenza, di non volersi ricandidare alle elezioni comunali, ma di essere pronto a correre per quelle europee.


Avendo superato le selezioni online del Movimento, è stata candidato alle consultazioni dello scorso maggio risultando però il primo dei non eletti nel suo listino. Per quanto riguarda l’inchiesta sui fatti dell’alluvione del 2017 l’udienza preliminare è stata prevista per il gennaio 2020. Le indagini sono divise in due filoni. Uno riguarda i decessi causati dallo straripamento del Rio Maggiore e l’altro di quelli conseguenti a quello del Rio Ardenza. A provocare la morte degli 8 livornesi fu l’esondazione dei due corsi d’acqua. L’inchiesta venne aperta all’indomani dell’improvvisa ondata di maltempo che scaricò una quantità d’acqua consistente su Livorno, all’epoca guidata da Nogarin. La devastazione, e i decessi, arrivarono da torrenti “tombati”: acqua, fango e detriti invasero le case che si trovavano lungo i loro corsi e portarono via 8 persone tra le quali Filippo, un bimbo di 4 anni, i suoi genitori e il nonno.


Inizialmente si indagò contro ignoti, ma nel gennaio del 2018 venne aperto il fascicolo su Nogarin che allora era ancora primo cittadino della città. Era stato lo stesso Nogarin a rendere pubblica la notizia con un post su Facebook: aveva spiegato di essere stato interrogato dai pm della procura livornese guidata dal pm Ettore Squillace Greco. Poi, nel dicembre del 2018 poi era arrivato l’avviso di chiusura delle indagini a cui sono seguiti altri accertamenti richiesti dai due indagati. A Nogarin sarebbe contestata la gestione dell’emergenza nelle ore in cui i due canali stavano esondando nonostante l’allerta arancione arrivata dalla Regione il giorno prima e i ripetuti allarmi di quella stessa notte provenienti sempre dal centro meteorologico regionale.

La macchina organizzativa del Comune decise infatti di non avvertire di persona i residenti nelle aree a più alto rischio idrico di cui la struttura comunale e in particolare della protezione civile sarebbero stati a conoscenza. Il commento dell’ex sindaco arriva, anche questa volta, attraverso un post su Facebook. Scrive l’esponente del M5S: «Mi dicono i giornalisti che oggi la procura di Livorno avrebbe chiesto al gip di rinviarmi a giudizio» per l’inchiesta sull’alluvione di Livorno, «c’è voluto un po’ di tempo evidentemente per arrivare a questa decisione, visto che le indagini si sono chiuse esattamente 9 mesi fa. «In ogni caso – aggiunge Nogarin – per certi versi sono sollevato: finalmente sarà un giudice terzo e dunque indipendente a valutare i fatti e i documenti e ad esprimersi sul mio operato. Perché tutti i cittadini di Livorno hanno il diritto di avere giustizia. E io continuo a credere profondamente nella giustizia».

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