Superenalotto, i 209 milioni non ancora riscossi: che fine faranno quei soldi?

«In tutti questi anni, la massima attesa per reclamare un montepremi è stata di 59 giorni»

Mistero assoluto: non si conosce né età, né sesso, né luogo di provenienza: nulla del vincitore della più alta somma mai estratta a una lotteria in Italia. In un bar di Lodi una macchina ha stampato il tagliando con i sei numeri che cambieranno per sempre la vita di una persona (e dei suoi figli, nipoti e pronipoti probabilmente). Ma, ad oggi, nessuno ha riscosso i 209 milioni che gli spettano. E c’è la possibilità che quei soldi finiscano nelle casse dello Stato.

Il tesoretto erariale

In soli nove anni, dal 2010 ad oggi, nelle casse dell’Erario sono entrati premi non riscossi dai vincitori per oltre 350 milioni di euro. Si tratta di una somma di molte vincite modeste, e non di premi di grossa entità. «In tutti questi anni, la massima attesa per reclamare un montepremi è stata di 59 giorni – dicono dalla Sisal, l’azienda che gestisce il gioco -. In questo senso, abbiamo rilevato come non esista alcuna correlazione tra l’entità della vincita e la velocità della sua riscossione. Dipende da soggetto a soggetto».

Il tempo stringe

Sul sito del Superenalotto è scritto chiaramente: «La ricevuta della giocata vincente può essere presentata entro e non oltre il 90esimo giorno solare dal giorno successivo all’estrazione». Tradotto? Il vincitore di Lodi ha tempo fino al 14 novembre per ritirare la vincita, visto che i numeri fortunati sono stati estratti lo scorso 13 agosto. Fonti interne a Sisal hanno confermato che «nessuno si è ancora presentato a ritirare il premio. Né a Roma né a Milano».

Modalità di riscossione

Si parla di Roma e Milano perché, trattandosi di una vincita superiore ai 52mila euro, il regolamento prevede che l’importo può essere riscosso solo presso le sedi Sisal delle due città. Può recarvisi il vincitore, ovviamente, oppure un notaio da lui incaricato: la cosa più importante, però, è mostrare la schedina, un titolo al portatore a tutti gli effetti (ha diritto alla somma di denaro chi possiede materialmente il foglio, non essendoci nessun dato anagrafico ivi riportato). Dopo la presentazione del tagliando, Sisal ha 31 giorni solari di tempo per erogare la somma di denaro sul conto corrente del vincitore.

Decurtazione fiscale

I gestori del bar Marino di Lodi non hanno proprio idea di chi possa essere il cliente a cui è stato venduto il tagliando da 2 euro, stampato con il sistema automatico Quick Pick. Quel biglietto di carta ha un valore di 209.160.441 euro. Ma non corrisponde alla cifra esatta che, eventualmente, riscuoterà il vincitore: alle vincite superiori ai 500 euro si applica una commissione del 12%. In questo caso, circa 25 milioni: ne restano 184 da ritirare, puliti, senza ulteriori tasse aggiuntive da versare. Sempre, però, che il fortunato si ricordi di farlo.

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