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Gli “Amanti di Modena” sono in realtà due uomini

13 Settembre 2019 - 15:26 Redazione
epa07837168 An undated handout photo made available by the University of Bologna shows a couple of skeletons known as the 'Lovers of Modena' (Gli amanti di Modena), in Modena, northern Italy (issued 12 September 2019). The skeletal remains, buried in Roman times in the Ciro Menotti necropolis (4thâ6th century; Modena) holding hands in the same tomb, were assumed to be of a man and a woman. But a new analysis, based on the study of enamel dental tissue, revealed that they were two men, researchers say.  EPA/UNIVERSITY OF BOLOGNA HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Potrebbero essere due soldati morti insieme in guerra
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Due persone sepolte nella stessa tomba, mano nella mano. Quando nel 2009 vennero ritrovati i resti di una coppia in una necropoli modenese di epoca tardo-antica, divennero subito gli “Amanti di Modena”. I ricercatori dell’Università di Bologna hanno ora aggiunto un ulteriore tassello al ritrovamento: entrami i corpi erano di sesso maschile.

Forse davvero amanti come si pensava, forse due fratelli, o forse due soldati. La scoperta del sesso è stata possibile grazie a un’innovativa tecnica, attraverso la quale si può comprendere il sesso di un individuo tramite particolari proteine contenute nello smalto dei denti.

L’ipotesi dei soldati

«Pensiamo che la sepoltura degli “Amanti di Modena” rappresenti una espressione volontaria di impegno reciproco», hanno spiegato i ricercatori nell’analisi pubblicata su Scientific Reports, del gruppo Nature.

Ad avvalorare l’ipotesi che i due corpi possano appartenere a due soldati c’è il fatto che i resti furono rinvenuti circondati da numerosi altri corpi che portavano ferite. La necropoli, dunque, poteva essere dedicata a soldati e persone morte durante la guerra.

Per ora si tratta solo di una supposizione: se fossero amanti, due compagni di armi o fratelli morti insieme nei combattimenti non è chiaro. Queste ulteriori scoperte, comunque, potrebbero provocare un’importante svolta «nella nostra comprensione delle pratiche funerarie della fine dell’era antica in Italia».

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